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🧾 Diritto tributario II: IRPEF e IRES

IRPEF: presupposto, soggetti e residenza

L'IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche, DPR 917/1986 - TUIR) è un'imposta diretta, personale e progressiva. Il presupposto, ai sensi dell'art. 1 TUIR, è il possesso di redditi, in denaro o in natura, rientranti nelle categorie previste dalla legge. Soggetti passivi sono le persone fisiche, residenti e non residenti (art. 2 TUIR): i residenti sono tassati sul reddito ovunque prodotto (worldwide taxation), i non residenti solo sui redditi prodotti in Italia (principio di territorialità). La riforma della fiscalità internazionale (D.Lgs. 209/2023) ha ridefinito la residenza fiscale delle persone fisiche, individuando tre criteri alternativi validi per la maggior parte del periodo d'imposta: la residenza ai sensi del codice civile, il domicilio - oggi inteso come sede delle relazioni personali e familiari - e la presenza fisica nel territorio dello Stato; l'iscrizione anagrafica è divenuta presunzione relativa.

Le categorie di reddito e la base imponibile

Il reddito complessivo, base imponibile IRPEF, è la somma dei redditi appartenenti alle sei categorie dell'art. 6 TUIR: fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d'impresa e diversi. Ciascuna categoria segue regole proprie di determinazione (es. principio di cassa per il lavoro autonomo, principio di competenza per l'impresa, onnicomprensività per il lavoro dipendente, categoria residuale per i redditi diversi). Dal reddito complessivo si sottraggono gli oneri deducibili (art. 10 TUIR), che riducono la base imponibile; dall'imposta lorda si sottraggono invece le detrazioni (artt. 12 e ss.), collegate al tipo di reddito, ai carichi di famiglia e a specifici oneri. Per i redditi non ricorrenti o a formazione pluriennale percepiti in un'unica soluzione (es. TFR, arretrati), si applica la tassazione separata (artt. 17-18 TUIR), che evita la penalizzazione della progressività.

IRES: soggetti e reddito d'impresa

L'IRES colpisce, con aliquota proporzionale, il reddito di società di capitali ed enti commerciali e non commerciali, residenti e non residenti (art. 73 TUIR). Anche la residenza di società ed enti è stata riformata: sede legale, sede di direzione effettiva e gestione ordinaria in via principale sono oggi criteri alternativi. La base imponibile deriva dal risultato di bilancio, rettificato con variazioni in aumento e in diminuzione (principio di derivazione, art. 83 TUIR). Il reddito d'impresa segue il principio di competenza economica, di inerenza dei costi e di certezza/determinabilità dei componenti (art. 109 TUIR). Istituti rilevanti: la participation exemption, la trasparenza fiscale e il consolidato nazionale. In materia internazionale, la doppia imposizione è attenuata da convenzioni bilaterali e dal credito d'imposta (art. 165 TUIR).

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Preguntas de muestra (35)

1. Ai sensi del DPR 917/1986 (TUIR), qual è il presupposto dell'IRPEF?

  1. Il possesso di redditi in denaro o in natura rientranti nelle categorie previste dal TUIR
  2. L'esercizio abituale di un'attività organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni o servizi
  3. Il compimento di atti od operazioni relativi a trasferimenti di ricchezza
  4. La titolarità di beni immobili situati nel territorio dello Stato

L'art. 1 TUIR individua il presupposto dell'IRPEF nel possesso di redditi, in denaro o in natura, rientranti nelle categorie indicate dalla legge. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 1))

2. L'IRPEF è, per sua natura, un'imposta:

  1. Indiretta, personale e progressiva
  2. Diretta, personale e progressiva
  3. Diretta, reale e proporzionale
  4. Indiretta, reale e proporzionale

L'IRPEF colpisce direttamente la capacità contributiva (imposta diretta), tiene conto delle condizioni soggettive del contribuente (imposta personale) ed è applicata con aliquote crescenti (imposta progressiva). (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 1))

3. Chi sono i soggetti passivi dell'IRPEF secondo il TUIR?

  1. Le persone fisiche e le società di persone indistintamente
  2. Le persone fisiche esercenti attività d'impresa o lavoro autonomo
  3. Le persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato
  4. Solo le persone fisiche residenti nel territorio dello Stato

L'art. 2 TUIR individua come soggetti passivi dell'IRPEF le persone fisiche, siano esse residenti o non residenti nel territorio dello Stato. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2))

4. Un contribuente persona fisica non residente in Italia produce un reddito da locazione di un immobile situato nel territorio dello Stato. Come viene tassato tale reddito ai fini IRPEF?

  1. È tassato in Italia solo se il contribuente ha anche redditi di lavoro dipendente italiani
  2. È tassato integralmente in Italia su base worldwide come per i residenti
  3. È escluso da IRPEF perché il soggetto non è residente
  4. È soggetto a IRPEF in Italia limitatamente al reddito prodotto nel territorio dello Stato

I non residenti sono tassati in Italia soltanto sui redditi ivi prodotti, in applicazione del principio di territorialità che affianca il worldwide taxation principle riservato ai residenti. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 3))

5. Quale criterio distingue il trattamento IRPEF dei soggetti residenti rispetto ai non residenti?

  1. I residenti sono tassati sul reddito ovunque prodotto, i non residenti solo sui redditi prodotti in Italia
  2. Non esiste alcuna differenza di trattamento tra residenti e non residenti
  3. I residenti sono tassati solo sui redditi prodotti in Italia, i non residenti sul reddito mondiale
  4. I non residenti sono sempre esenti da imposizione in Italia

Il criterio è quello del worldwide taxation principle per i residenti e del principio di territorialità per i non residenti. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR artt. 2-3))

6. Secondo l'art. 2 TUIR, come riformato dal D.Lgs. 209/2023, quali sono i criteri alternativi per considerare fiscalmente residente una persona fisica per la maggior parte del periodo d'imposta?

  1. Solo l'iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente, quale presunzione assoluta
  2. Residenza ai sensi del codice civile, domicilio inteso come luogo delle relazioni personali e familiari, oppure presenza fisica nel territorio dello Stato
  3. Esclusivamente il possesso della cittadinanza italiana
  4. Solo lo svolgimento in Italia di un'attività di lavoro dipendente o autonomo

La riforma della fiscalità internazionale ha ridefinito la residenza fiscale delle persone fisiche introducendo il criterio della presenza fisica e ridefinendo il domicilio come sede delle relazioni personali e familiari, accanto alla residenza civilistica. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2))

7. Un contribuente risulta iscritto nell'anagrafe della popolazione residente in Italia ma dimostra di avere il centro delle proprie relazioni personali e familiari e la presenza fisica prevalente all'estero. Dopo la riforma del D.Lgs. 209/2023, tale iscrizione anagrafica costituisce:

  1. Un elemento irrilevante ai fini della residenza fiscale
  2. Una causa automatica di doppia residenza fiscale
  3. Una presunzione relativa di residenza, superabile con prova contraria
  4. Una presunzione assoluta di residenza, non superabile con prova contraria

La riforma ha trasformato l'iscrizione anagrafica da presunzione assoluta a presunzione relativa, ammettendo la prova contraria sulla base degli altri criteri sostanziali. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2))

8. Una persona fisica considerata fiscalmente residente in Italia produce redditi di lavoro autonomo interamente svolto in un altro Stato. Come vengono tassati tali redditi ai fini IRPEF?

  1. Sono tassati in Italia solo se il committente è un soggetto italiano
  2. Sono tassati esclusivamente nello Stato estero in cui l'attività è svolta, senza possibilità per l'Italia di tassarli
  3. Sono esclusi da imposizione in Italia perché prodotti all'estero
  4. Concorrono alla formazione del reddito complessivo tassabile in Italia, in base al worldwide taxation principle

Per i soggetti residenti vige il principio della tassazione su base mondiale (worldwide taxation): tutti i redditi, ovunque prodotti, concorrono al reddito complessivo imponibile in Italia. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 3))

9. Per i soggetti residenti, da cosa è formato il reddito complessivo su cui si applica l'IRPEF?

  1. Dalla somma dei redditi appartenenti a tutte le categorie previste dal TUIR, ovunque prodotti
  2. Solo dal reddito d'impresa e di lavoro autonomo
  3. Dalla somma dei redditi al netto delle sole imposte già pagate all'estero
  4. Solo dai redditi prodotti nel territorio dello Stato

L'art. 3 TUIR stabilisce che il reddito complessivo dei residenti è formato da tutti i redditi posseduti, appartenenti alle categorie previste dalla legge, ovunque prodotti. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 3))

10. Un contribuente residente possiede sia redditi fondiari sia redditi di lavoro dipendente. Ai fini della determinazione dell'imposta dovuta, come vengono trattati tali redditi?

  1. Solo il reddito di lavoro dipendente concorre al reddito complessivo
  2. Concorrono entrambi, sommandosi, alla formazione del reddito complessivo imponibile
  3. Sono tassati separatamente con imposte distinte e non sommabili
  4. Il reddito fondiario prevale ed esclude la tassazione di quello di lavoro dipendente

Il reddito complessivo IRPEF è dato dalla somma algebrica dei redditi appartenenti alle diverse categorie previste dal TUIR, salvo i casi di tassazione separata previsti dalla legge. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 8))

11. Quali sono le sei categorie di reddito individuate dall'art. 6 TUIR ai fini IRPEF?

  1. Fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, d'impresa, patrimoniali, diversi
  2. Immobiliari, mobiliari, di lavoro, d'impresa, finanziari, occasionali
  3. Fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d'impresa, diversi
  4. Fondiari, di capitale, di lavoro autonomo, d'impresa, straordinari, diversi

L'art. 6 TUIR elenca tassativamente sei categorie: redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, d'impresa e redditi diversi. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 6))

12. Un contribuente subisce una perdita nell'esercizio di un'attività di lavoro autonomo. Tale perdita, ai fini della determinazione del reddito complessivo IRPEF, può in generale:

  1. Non essere mai utilizzata per compensare altri redditi
  2. Essere utilizzata soltanto per compensare redditi fondiari
  3. Essere sempre sommata algebricamente a qualunque altro reddito senza limiti o regole particolari
  4. Compensare altri redditi appartenenti a diverse categorie, secondo le regole di compensazione previste dal TUIR

Il TUIR disciplina specifiche regole di compensazione delle perdite tra categorie reddituali nella formazione del reddito complessivo, con limitazioni per talune tipologie (es. redditi d'impresa in contabilità ordinaria). (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 8))

13. In cosa consiste il principio di progressività che caratterizza l'IRPEF?

  1. Nell'applicazione di aliquote crescenti all'aumentare del reddito imponibile, in attuazione dell'art. 53 Cost.
  2. Nell'applicazione di un'unica aliquota fissa indipendentemente dal reddito
  3. Nell'applicazione di aliquote decrescenti all'aumentare del reddito imponibile
  4. Nell'esenzione totale dei redditi da lavoro dipendente rispetto agli altri redditi

La progressività, principio costituzionale sancito dall'art. 53 Cost., comporta che l'aliquota media di imposizione cresca all'aumentare del reddito, a differenza della proporzionalità propria di imposte come l'IRES. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 1; Cost. art. 53))

14. Un cittadino italiano trasferisce la propria residenza anagrafica in uno Stato o territorio a fiscalità privilegiata, individuato con apposito decreto. Ai fini della prova della residenza fiscale, quale regola generale si applica secondo l'ordinamento italiano?

  1. La cittadinanza italiana è irrilevante e il soggetto è sempre considerato residente estero
  2. Si presume, salvo prova contraria a carico del contribuente, che il soggetto sia ancora fiscalmente residente in Italia
  3. Il trasferimento produce effetti fiscali solo se comunicato preventivamente all'Agenzia delle Entrate mediante interpello obbligatorio
  4. Il soggetto è automaticamente considerato non residente senza possibilità per l'Amministrazione di contestarlo

È prevista un'inversione dell'onere della prova a carico del cittadino italiano che trasferisce la residenza in Stati o territori a fiscalità privilegiata: si presume la residenza fiscale in Italia salvo prova contraria. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2, comma 2-bis))

15. Una persona fisica trascorre la maggior parte del periodo d'imposta fisicamente presente in Italia, pur non avendovi né residenza civilistica né domicilio. Alla luce della riforma dell'art. 2 TUIR, tale soggetto:

  1. Non può mai essere considerato residente in assenza di residenza civilistica o domicilio
  2. È residente solo se possiede anche la cittadinanza italiana
  3. È considerato fiscalmente residente in Italia in base al criterio autonomo della presenza fisica
  4. È residente soltanto se svolge in Italia un'attività lavorativa retribuita

Il D.Lgs. 209/2023 ha introdotto la presenza fisica come criterio autonomo e alternativo, sufficiente da solo a determinare la residenza fiscale per la maggior parte del periodo d'imposta. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2))

16. Quale delle seguenti affermazioni distingue correttamente l'IRPEF dall'IRES quanto alla natura dell'imposta?

  1. L'IRPEF è proporzionale, l'IRES è progressiva
  2. Entrambe sono imposte proporzionali con aliquota fissa
  3. Entrambe sono imposte progressive per scaglioni
  4. L'IRPEF è progressiva, l'IRES è proporzionale

L'IRPEF applica aliquote crescenti per scaglioni di reddito (progressività), mentre l'IRES si applica con aliquota proporzionale unica sul reddito delle società. (Diritto tributario — IRPEF/IRES (TUIR artt. 1 e 77))

17. Quale delle seguenti categorie NON rientra tra quelle elencate dall'art. 6 TUIR ai fini della determinazione del reddito complessivo IRPEF?

  1. Redditi patrimoniali immobiliari da plusvalenza urbanistica autonoma
  2. Redditi di capitale
  3. Redditi diversi
  4. Redditi fondiari

Il TUIR non prevede una autonoma categoria di 'redditi patrimoniali immobiliari da plusvalenza urbanistica': tali fattispecie, se imponibili, rientrano nei redditi diversi o nel reddito d'impresa. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 6))

18. Un lavoratore straniero risiede stabilmente e lavora in Italia per l'intero periodo d'imposta, percependo redditi sia in Italia sia in un altro Paese. Come viene tassato ai fini IRPEF?

  1. È tassato in Italia solo sui redditi di fonte italiana, come i non residenti
  2. È tassato in Italia sul reddito ovunque prodotto, in quanto soggetto fiscalmente residente
  3. È tassato in Italia solo sui redditi percepiti in valuta estera
  4. Non è soggetto a IRPEF poiché non è cittadino italiano

La residenza fiscale, e non la cittadinanza, determina l'applicazione del worldwide taxation principle: chi è fiscalmente residente in Italia è tassato sul reddito ovunque prodotto. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR artt. 2-3))

19. Cosa si intende, ai fini IRPEF, per 'base imponibile'?

  1. Il solo reddito di lavoro dipendente percepito nel periodo d'imposta
  2. La somma delle sole detrazioni d'imposta spettanti al contribuente
  3. Il reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili, su cui si applicano le aliquote d'imposta
  4. L'importo dell'imposta lorda dovuta prima delle detrazioni

La base imponibile IRPEF è il reddito complessivo del contribuente, diminuito degli oneri deducibili, su cui si applicano successivamente le aliquote progressive. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR artt. 3, 8, 10))

20. Ai fini della residenza fiscale delle persone fisiche, il domicilio rilevante ai sensi dell'art. 2 TUIR riformato è definito come:

  1. Il luogo in cui è ubicata la sede legale dell'eventuale datore di lavoro
  2. Il luogo di nascita del soggetto, indipendentemente da dove risieda
  3. Il luogo in cui il soggetto possiede il maggior numero di beni immobili
  4. Il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari del soggetto

La riforma del 2023 ha ridefinito il domicilio fiscale come il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari del soggetto, superando il previgente riferimento agli affari e interessi. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2))

21. Un soggetto riceve un bene in natura (ad esempio un'autovettura aziendale ad uso promiscuo) quale componente della propria retribuzione. Tale attribuzione:

  1. Rileva ai fini IRPEF, poiché il presupposto dell'imposta comprende i redditi anche in natura
  2. È irrilevante ai fini IRPEF, che colpisce solo i redditi in denaro
  3. È tassata separatamente con un'imposta sostitutiva autonoma dall'IRPEF
  4. Rileva solo ai fini IVA e non ai fini delle imposte dirette

L'art. 1 TUIR individua il presupposto dell'IRPEF nel possesso di redditi in denaro o in natura: i fringe benefit concorrono quindi alla formazione del reddito imponibile. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 1))

22. Le società di persone (es. società in nome collettivo) sono soggetti passivi IRPEF?

  1. Sì, ma solo se optano espressamente per la tassazione IRPEF
  2. No, il reddito è imputato per trasparenza ai soci persone fisiche, che lo dichiarano ai fini IRPEF
  3. No, sono sempre soggette esclusivamente a IRES
  4. Sì, sono soggette a IRPEF in via autonoma come le persone fisiche

Le società di persone non sono soggetti passivi IRPEF né IRES: il reddito prodotto è imputato per trasparenza ai soci, in proporzione alla quota di partecipazione, indipendentemente dalla percezione. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 5))

23. Le sei categorie di reddito previste dal TUIR sono rilevanti perché:

  1. Sono alternative tra loro: un contribuente può possedere redditi di una sola categoria per anno
  2. Servono solo a fini statistici, senza incidere sulle regole di determinazione del reddito
  3. Ciascuna categoria ha proprie regole di determinazione del reddito imponibile, poi sommato nel reddito complessivo
  4. Determinano automaticamente l'aliquota applicabile indipendentemente dall'ammontare del reddito

Ogni categoria reddituale ha regole autonome di determinazione (es. principio di cassa o di competenza, deducibilità di costi), ma tutte concorrono, sommate, al reddito complessivo imponibile. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 6 e ss.))

24. Con la riforma dell'art. 2 TUIR (D.Lgs. 209/2023), quale criterio è stato eliminato rispetto alla disciplina previgente della residenza fiscale delle persone fisiche?

  1. Il riferimento alla maggior parte del periodo d'imposta
  2. Il criterio della residenza ai sensi del codice civile
  3. Il criterio dell'iscrizione anagrafica quale elemento rilevante
  4. Il riferimento al domicilio come sede degli 'affari e interessi', sostituito dalle relazioni personali e familiari

La riforma ha sostituito la nozione codicistica di domicilio come sede principale degli affari e interessi con quella incentrata sulle relazioni personali e familiari, più aderente ai criteri convenzionali OCSE. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2))

25. Il principio di progressività dell'IRPEF trova fondamento costituzionale in quale norma?

  1. Art. 53 Cost., in combinato disposto con il principio di capacità contributiva
  2. Art. 23 Cost., sulla riserva di legge in materia di prestazioni imposte
  3. Art. 41 Cost., sulla libertà di iniziativa economica
  4. Art. 3 Cost., limitatamente al principio di uguaglianza formale

L'art. 53 Cost. sancisce sia il dovere di concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva sia la progressività del sistema tributario nel suo complesso. (Diritto tributario — IRPEF (Cost. art. 53))

26. Un contribuente residente possiede esclusivamente redditi prodotti interamente all'estero. Ai fini IRPEF, tali redditi:

  1. Sono sempre esclusi dalla base imponibile italiana
  2. Concorrono comunque alla formazione del reddito complessivo tassabile in Italia
  3. Sono tassabili in Italia solo previa autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate
  4. Sono tassati in Italia solo se il contribuente rinuncia al credito per imposte estere

In applicazione del worldwide taxation principle, i redditi dei soggetti residenti concorrono al reddito complessivo italiano indipendentemente dal luogo di produzione, salvo il credito d'imposta per le imposte già pagate all'estero. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 3))

27. I non residenti sono soggetti passivi IRPEF?

  1. No, i non residenti sono sempre esclusi da IRPEF
  2. Sì, allo stesso modo dei residenti, su base worldwide
  3. Sì, ma limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato
  4. Sì, ma solo se possiedono la cittadinanza italiana

L'art. 3 TUIR assoggetta a IRPEF anche i non residenti, ma limitatamente ai redditi che si considerano prodotti nel territorio dello Stato secondo i criteri dell'art. 23 TUIR. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR artt. 2-3))

28. Un dirigente d'azienda mantiene la residenza anagrafica in Italia, ma vive e lavora stabilmente all'estero per la maggior parte del periodo d'imposta, senza mantenere relazioni personali e familiari prevalenti in Italia né presenza fisica prevalente in Italia. In base ai criteri riformati dell'art. 2 TUIR, tale soggetto:

  1. Non può mai perdere la residenza fiscale italiana finché mantiene la cittadinanza
  2. È automaticamente residente in Italia, essendo l'iscrizione anagrafica una presunzione assoluta
  3. È considerato residente in entrambi gli Stati senza possibilità di risolvere il conflitto
  4. Può dimostrare di non essere fiscalmente residente in Italia, superando la presunzione relativa dell'iscrizione anagrafica

Poiché l'iscrizione anagrafica è oggi presunzione relativa, il contribuente può fornire prova contraria dimostrando l'assenza degli altri criteri sostanziali di residenza fiscale. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 2))

29. Cosa si intende per redditi fondiari ai sensi del TUIR?

  1. I redditi inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato, iscritti o iscrivibili in catasto
  2. I soli redditi derivanti dalla locazione di immobili strumentali all'attività d'impresa
  3. I redditi derivanti dalla cessione a titolo oneroso di immobili
  4. Tutti i redditi derivanti dalla proprietà di beni immobili, ovunque situati

L'art. 25 TUIR definisce i redditi fondiari come quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o devono essere iscritti in catasto. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 25))

30. In quali sotto-categorie si distinguono i redditi fondiari ai fini IRPEF?

  1. Redditi catastali e redditi effettivi
  2. Redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati
  3. Redditi da locazione, redditi da usufrutto e redditi da comodato
  4. Redditi urbani e redditi rustici

I redditi fondiari si articolano in redditi dominicali (relativi alla proprietà del terreno), redditi agrari (relativi all'attività agricola) e redditi dei fabbricati. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR artt. 25-43))

31. Un contribuente possiede un immobile abitativo concesso in locazione a terzi, non utilizzato nell'esercizio di un'attività d'impresa. In quale categoria di reddito rientra tale provento ai fini IRPEF?

  1. Redditi di capitale, in quanto provento da investimento
  2. Redditi d'impresa, indipendentemente dall'esercizio di un'attività commerciale
  3. Redditi fondiari, quale reddito dei fabbricati
  4. Redditi diversi, in quanto provento occasionale

Il reddito da locazione di un immobile abitativo non strumentale all'attività d'impresa rientra tra i redditi fondiari, quale reddito dei fabbricati. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 36 e ss.))

32. Quale caratteristica distingue la determinazione dei redditi di capitale rispetto alle altre categorie reddituali IRPEF?

  1. Sono determinati sempre secondo il principio di competenza economica
  2. Sono soggetti esclusivamente a tassazione separata
  3. Sono deducibili integralmente dal reddito complessivo
  4. Sono tassati al lordo, senza possibilità di dedurre i costi di produzione

I redditi di capitale (es. interessi, dividendi) sono, per regola generale, tassati al lordo dei costi di produzione, i quali non sono deducibili. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR artt. 44-48))

33. Un socio percepisce dividendi distribuiti da una società di capitali di cui è azionista. In quale categoria di reddito rientra tale provento ai fini IRPEF?

  1. Redditi di capitale
  2. Redditi diversi
  3. Redditi di lavoro autonomo
  4. Redditi d'impresa

I dividendi derivanti dalla partecipazione al capitale di società rientrano nella categoria dei redditi di capitale ai sensi dell'art. 44 TUIR. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 44))

34. In cosa si distingue, dal punto di vista sistematico, la categoria dei redditi diversi rispetto alle altre categorie reddituali IRPEF?

  1. È la categoria che assorbe automaticamente ogni reddito d'impresa non contabilizzato
  2. È una categoria residuale, che raccoglie fattispecie eterogenee non riconducibili alle altre categorie tipizzate
  3. È una categoria riservata ai soli soggetti non residenti
  4. È la categoria che comprende esclusivamente i redditi di capitale non periodici

I redditi diversi (art. 67 TUIR) costituiscono una categoria residuale e eterogenea, comprendente ad esempio plusvalenze immobiliari occasionali, plusvalenze da cessione di partecipazioni e vincite. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 67))

35. Una persona fisica, al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa, cede una partecipazione societaria realizzando una plusvalenza (capital gain). In quale categoria di reddito rientra tale plusvalenza?

  1. Redditi di lavoro autonomo
  2. Redditi di capitale
  3. Redditi diversi
  4. Redditi d'impresa

Le plusvalenze da cessione di partecipazioni realizzate al di fuori del regime d'impresa rientrano tra i redditi diversi ai sensi dell'art. 67 TUIR. (Diritto tributario — IRPEF (TUIR art. 67))

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