Il provvedimento amministrativo è l'atto con cui la pubblica amministrazione manifesta la propria volontà autoritativa, esercitando discrezionalità amministrativa (scelta nel merito) o discrezionalità tecnica (accertamento di presupposti opinabili). La legge distingue i vizi di legittimità — incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere — che rendono l'atto annullabile ai sensi dell'art. 21-octies della L. 241/1990, dalle ipotesi più gravi di nullità previste dall'art. 21-septies (mancanza di elementi essenziali, difetto assoluto di attribuzione, violazione o elusione del giudicato). L'amministrazione dispone inoltre di poteri di autotutela: l'annullamento d'ufficio (art. 21-nonies), per vizi di legittimità, e la revoca (art. 21-quinquies), per ragioni di merito sopravvenute.
Il procedimento amministrativo, disciplinato dalla L. 241/1990, si sviluppa nelle fasi di iniziativa, istruttoria, decisoria ed eventualmente integrativa dell'efficacia, sotto la guida del responsabile del procedimento. La legge impone l'obbligo di motivazione (art. 3), garantisce la partecipazione degli interessati (comunicazione di avvio, intervento, preavviso di rigetto) e disciplina gli istituti del silenzio (assenso, inadempimento) e dell'accesso, distinguendo l'accesso documentale — riservato a chi vanta un interesse qualificato — dall'accesso civico e civico generalizzato (FOIA), riconosciuti a chiunque dal D.Lgs. 33/2013.
Le agenzie fiscali sono state istituite dal D.Lgs. 300/1999 nell'ambito della riforma dell'organizzazione del Governo. L'Agenzia delle Entrate, operativa dal 2001, è un ente pubblico non economico dotato di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria, il cui rapporto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze è regolato da una convenzione/atto di indirizzo. Uno Statuto ne disciplina l'organizzazione, articolata in organi centrali (Direttore, Comitato di gestione, Collegio dei revisori) e in una rete territoriale di Direzioni regionali e provinciali. Dal 2012 l'Agenzia ha incorporato l'Agenzia del Territorio, assumendo le funzioni catastali. Distinta è l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico economico operativo dal 2017, preposta alla riscossione nazionale.
Il D.Lgs. 165/2001 fissa i principi del lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione: accesso per concorso pubblico, distinzione tra indirizzo politico e gestione dirigenziale, contrattazione collettiva. Il dipendente pubblico è soggetto a responsabilità disciplinare, civile, penale e amministrativo-contabile, ed è tenuto al rispetto del Codice di comportamento (DPR 62/2013). La L. 190/2012 e il D.Lgs. 33/2013 disciplinano rispettivamente anticorruzione e trasparenza. Il GDPR regola infine il trattamento dei dati personali svolto dall'amministrazione nell'esercizio dei propri compiti istituzionali.
1. Tra gli elementi essenziali del provvedimento amministrativo rientrano:
Gli elementi essenziali devono sussistere perché l'atto sia validamente esistente; la loro mancanza determina nullità ai sensi dell'art. 21-septies della L. 241/1990. (Diritto amministrativo — Atto e provvedimento (art. 21-septies L. 241/1990))
2. Termine, condizione, modo (onere) e riserva sono qualificati come:
A differenza degli elementi essenziali, gli elementi accidentali non sono indefettibili e possono essere apposti dall'amministrazione entro i limiti previsti dall'ordinamento. (Diritto amministrativo — Atto e provvedimento (elementi accidentali))
3. Un dirigente, prima di decidere se autorizzare un'attività, deve accertare mediante una valutazione tecnico-scientifica opinabile la sussistenza di un presupposto (ad esempio l'idoneità igienico-sanitaria di un locale) e solo dopo scegliere se e come provvedere. La prima valutazione integra un esercizio di:
La discrezionalità tecnica attiene all'accertamento di presupposti opinabili secondo scienze specialistiche, mentre la discrezionalità amministrativa riguarda la ponderazione degli interessi nella scelta del contenuto del provvedimento. (Diritto amministrativo — Atto e provvedimento (discrezionalità))
4. Il provvedimento con cui la pubblica amministrazione rimuove un limite legale all'esercizio di un diritto o di una facoltà già presenti nella sfera giuridica del privato si qualifica come:
L'autorizzazione è un provvedimento ampliativo che rimuove un limite all'esercizio di un diritto preesistente, diversamente dalla concessione che attribuisce ex novo utilità. (Diritto amministrativo — Atto e provvedimento (tipologie))
5. Il provvedimento che attribuisce ex novo al destinatario diritti, poteri o utilità non preesistenti nella sua sfera giuridica si qualifica come:
La concessione, a differenza dell'autorizzazione, ha natura costitutiva e attribuisce al destinatario situazioni giuridiche nuove non preesistenti. (Diritto amministrativo — Atto e provvedimento (tipologie))
6. Gli atti ablatori (reali o personali), quale ad esempio il decreto di espropriazione, si caratterizzano per:
Gli atti ablatori comprimono o estinguono diritti soggettivi già esistenti in capo al destinatario, a differenza dei provvedimenti ampliativi come autorizzazioni e concessioni. (Diritto amministrativo — Atto e provvedimento (tipologie))
7. L'incompetenza quale vizio di legittimità che determina l'annullabilità del provvedimento amministrativo ricorre quando l'atto è adottato:
L'incompetenza rilevante ai fini dell'annullabilità ex art. 21-octies L. 241/1990 è quella relativa; il difetto assoluto di attribuzione determina invece la nullità ex art. 21-septies. (Diritto amministrativo — Vizi di legittimità (art. 21-octies L. 241/1990))
8. Si ha il vizio di legittimità della «violazione di legge» quando il provvedimento amministrativo:
La violazione di legge è vizio residuale rispetto alle figure sintomatiche dell'eccesso di potere e all'incompetenza, riguardando il contrasto diretto con norme di forma, contenuto o procedimento. (Diritto amministrativo — Vizi di legittimità (art. 21-octies L. 241/1990))
9. Un'amministrazione motiva il diniego di un provvedimento favorevole con ragioni palesemente illogiche e contraddittorie rispetto alle risultanze istruttorie, pur avendo agito nell'ambito della propria competenza e senza violare direttamente una norma di legge. Tale vizio integra:
L'eccesso di potere si manifesta attraverso figure sintomatiche quali illogicità, contraddittorietà, travisamento dei fatti e disparità di trattamento, pur restando l'atto adottato da organo competente. (Diritto amministrativo — Eccesso di potere (art. 21-octies L. 241/1990))
10. Il vizio di merito (mera inopportunità della scelta amministrativa) si distingue dai vizi di legittimità perché:
Il vizio di merito attiene all'opportunità della scelta discrezionale e resta di regola sottratto al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salve le ipotesi tassative di giurisdizione di merito. (Diritto amministrativo — Vizio di merito e giustizia amministrativa)
11. Ai sensi dell'art. 21-septies della L. 241/1990, è nullo il provvedimento amministrativo che:
L'art. 21-septies L. 241/1990 elenca tassativamente le ipotesi di nullità del provvedimento amministrativo, categoria distinta e più grave rispetto all'annullabilità. (Diritto amministrativo — Nullità del provvedimento (art. 21-septies L. 241/1990))
12. Un organo amministrativo adotta un atto in una materia per la quale nessun potere amministrativo è attribuito dall'ordinamento a soggetti pubblici (carenza di potere in astratto). Tale vizio configura:
La carenza assoluta di potere, distinta dalla semplice incompetenza relativa a organo interno alla medesima amministrazione, integra il difetto assoluto di attribuzione che comporta nullità. (Diritto amministrativo — Nullità del provvedimento (art. 21-septies L. 241/1990))
13. Ai sensi dell'art. 21-octies, comma 1, della L. 241/1990, è annullabile il provvedimento adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza, dovendosi intendere quest'ultima come:
L'incompetenza che rileva ai fini dell'annullabilità ex art. 21-octies è quella relativa, riferita a organi comunque dotati in astratto del potere nella medesima amministrazione. (Diritto amministrativo — Annullabilità del provvedimento (art. 21-octies L. 241/1990))
14. Un provvedimento a contenuto vincolato viene adottato omettendo la comunicazione di avvio del procedimento; in giudizio l'amministrazione dimostra che, data la natura vincolata dell'atto, il suo contenuto dispositivo non avrebbe comunque potuto essere diverso. In base all'art. 21-octies, comma 2, della L. 241/1990, tale provvedimento è:
L'art. 21-octies, comma 2, L. 241/1990 esclude l'annullabilità per vizi formali o procedimentali quando, per la natura vincolata dell'atto, il contenuto non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. (Diritto amministrativo — Dequotazione dei vizi formali (art. 21-octies co.2 L. 241/1990))
15. L'annullamento d'ufficio disciplinato dall'art. 21-nonies della L. 241/1990:
L'annullamento d'ufficio è espressione del potere di autotutela decisoria dell'amministrazione ed è subordinato a una valutazione comparativa degli interessi coinvolti, oltre che al rispetto di un termine ragionevole. (Diritto amministrativo — Autotutela: annullamento d'ufficio (art. 21-nonies L. 241/1990))
16. La revoca del provvedimento amministrativo, disciplinata dall'art. 21-quinquies della L. 241/1990, si fonda su:
A differenza dell'annullamento d'ufficio, che presuppone un vizio di legittimità originario, la revoca incide su un provvedimento legittimo per ragioni di merito sopravvenute o per riconsiderazione dell'interesse pubblico. (Diritto amministrativo — Autotutela: revoca (art. 21-quinquies L. 241/1990))
17. La differenza principale tra annullamento d'ufficio e revoca del provvedimento amministrativo risiede nel fatto che:
L'annullamento d'ufficio (art. 21-nonies) opera in via retroattiva per vizi di legittimità originari, mentre la revoca (art. 21-quinquies) opera ex nunc per ragioni di merito sopravvenute o riconsiderate. (Diritto amministrativo — Autotutela (artt. 21-quinquies e 21-nonies L. 241/1990))
18. Qualora la revoca di un provvedimento incida su rapporti negoziali sorti in base al provvedimento revocato, la L. 241/1990 prevede in favore dei soggetti pregiudicati:
L'art. 21-quinquies L. 241/1990 limita, in caso di incidenza su rapporti negoziali, l'obbligo indennitario dell'amministrazione al solo danno emergente. (Diritto amministrativo — Autotutela: revoca (art. 21-quinquies L. 241/1990))
19. L'esecutività del provvedimento amministrativo indica:
L'esecutività, distinta dall'efficacia, riguarda l'attitudine del provvedimento a essere posto in esecuzione, anche in via coattiva, nei casi e con le modalità previste dalla legge. (Diritto amministrativo — Efficacia ed esecutività del provvedimento)
20. La distinzione tradizionale tra giurisdizione del giudice amministrativo e giurisdizione del giudice ordinario in materia di atti della pubblica amministrazione si fonda, di regola, sulla natura della situazione giuridica soggettiva fatta valere, rispettivamente:
Il riparto di giurisdizione si fonda, salve le ipotesi di giurisdizione esclusiva, sulla distinzione tra interessi legittimi (giudice amministrativo) e diritti soggettivi (giudice ordinario). (Diritto amministrativo — Giustizia amministrativa)
21. Nel sistema della giustizia amministrativa italiana, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) e il Consiglio di Stato si collocano rispettivamente come giudici di:
Il TAR è il giudice amministrativo di primo grado; il Consiglio di Stato giudica in sede di appello, quale giudice amministrativo di secondo grado. (Diritto amministrativo — Giustizia amministrativa (TAR e Consiglio di Stato))
22. Un provvedimento presenta un errore materiale palese e non incidente sul contenuto dispositivo dell'atto (ad esempio un errore di battitura nella data), immediatamente riconoscibile e privo di effetti sulla volontà dell'amministrazione. Tale difetto integra, di regola:
Le mere irregolarità, come l'errore materiale palese privo di incidenza sostanziale, non integrano vizi di legittimità e non comportano l'invalidità dell'atto. (Diritto amministrativo — Irregolarità del provvedimento)
23. Nell'ambito della categoria generale dell'«atto amministrativo», il «provvedimento» si distingue in quanto:
Il provvedimento è la species dispositiva e conclusiva del procedimento, distinta dal genus «atto amministrativo» che comprende anche atti endoprocedimentali privi di efficacia dispositiva esterna. (Diritto amministrativo — Atto e provvedimento amministrativo (nozioni generali))
24. L'art. 1 della L. 241/1990 individua tra i principi generali dell'attività amministrativa:
L'art. 1 L. 241/1990 elenca i principi che governano l'azione amministrativa, richiamando anche i principi dell'ordinamento dell'Unione europea come proporzionalità e legittimo affidamento. (Diritto amministrativo — Procedimento (art. 1 L. 241/1990))
25. Le fasi in cui si articola il procedimento amministrativo sono generalmente individuate in:
La dottrina amministrativistica scompone il procedimento nelle fasi dell'iniziativa, dell'istruttoria, della decisoria e, quando richiesta dalla legge, dell'integrativa dell'efficacia (es. controlli, pubblicazione). (Diritto amministrativo — Procedimento amministrativo (fasi))
26. Il responsabile del procedimento, figura introdotta dalla L. 241/1990, ha il compito principale di:
Il responsabile del procedimento cura l'istruttoria e, ove non coincida con l'organo competente, trasmette gli atti con una proposta, costituendo il referente dell'interessato per l'intero procedimento. (Diritto amministrativo — Procedimento (artt. 4-6 L. 241/1990))
27. Un privato presenta un'istanza a un ufficio dell'Agenzia delle Entrate e, decorsi i termini di legge, non riceve alcun riscontro né espresso né tacito equiparato per legge all'accoglimento. In assenza di un'ipotesi di silenzio-assenso, tale inerzia configura:
Fuori dai casi di silenzio-assenso tipizzati, la mera inerzia della pubblica amministrazione integra il silenzio-inadempimento, censurabile con l'azione avverso il silenzio prevista dal codice del processo amministrativo. (Diritto amministrativo — Silenzio della PA (art. 2 L. 241/1990))
28. L'obbligo di concludere il procedimento amministrativo con un provvedimento espresso entro un termine determinato è previsto:
L'art. 2 L. 241/1990 impone alle amministrazioni l'obbligo di concludere il procedimento con provvedimento espresso, individuando altresì un termine generale sussidiario in mancanza di diversa previsione. (Diritto amministrativo — Obbligo di provvedere (art. 2 L. 241/1990))
29. Ai sensi dell'art. 3 della L. 241/1990, la motivazione del provvedimento amministrativo deve indicare:
L'art. 3 L. 241/1990 impone che la motivazione indichi i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche della decisione, in coerenza con le risultanze dell'istruttoria procedimentale. (Diritto amministrativo — Motivazione del provvedimento (art. 3 L. 241/1990))
30. L'obbligo generale di motivazione previsto dall'art. 3 della L. 241/1990:
L'art. 3, comma 2, L. 241/1990 esclude espressamente dall'obbligo di motivazione gli atti normativi e quelli a contenuto generale, per la loro natura non provvedimentale in senso stretto. (Diritto amministrativo — Motivazione del provvedimento (art. 3 L. 241/1990))
31. La comunicazione di avvio del procedimento, prevista dagli artt. 7 e 8 della L. 241/1990, è diretta a garantire:
La comunicazione di avvio consente ai soggetti direttamente interessati o pregiudicati di partecipare al procedimento, esercitando le facoltà previste dagli artt. 9 e 10 L. 241/1990. (Diritto amministrativo — Partecipazione (artt. 7-8 L. 241/1990))
32. Ai sensi degli artt. 9 e 10 della L. 241/1990, i soggetti che intervengono nel procedimento hanno diritto, tra l'altro, di:
Gli artt. 9-10 L. 241/1990 riconoscono ai partecipanti il diritto di prendere visione degli atti e di presentare memorie e documenti, che l'amministrazione è tenuta a valutare se pertinenti all'oggetto del procedimento. (Diritto amministrativo — Partecipazione (artt. 9-10 L. 241/1990))
33. Prima di adottare un provvedimento di diniego rispetto a un'istanza presentata da un privato, l'amministrazione, ove non ricorrano le eccezioni previste dalla legge, deve:
L'art. 10-bis L. 241/1990 impone, nei procedimenti a istanza di parte, la comunicazione dei motivi ostativi (preavviso di rigetto) prima dell'adozione formale del diniego, salvo le eccezioni tassativamente previste. (Diritto amministrativo — Preavviso di rigetto (art. 10-bis L. 241/1990))
34. Il preavviso di rigetto disciplinato dall'art. 10-bis della L. 241/1990:
L'art. 10-bis L. 241/1990 esclude espressamente dal proprio ambito applicativo le procedure concorsuali e i procedimenti in materia previdenziale e assistenziale, tra le altre eccezioni previste. (Diritto amministrativo — Preavviso di rigetto (art. 10-bis L. 241/1990))
35. L'istituto del silenzio-assenso, disciplinato dall'art. 20 della L. 241/1990, comporta che:
L'art. 20 L. 241/1990 prevede che, salve le materie espressamente escluse (ad esempio patrimonio culturale, ambiente, difesa, pubblica sicurezza), il decorso del termine senza provvedimento espresso equivalga ad accoglimento. (Diritto amministrativo — Silenzio-assenso (art. 20 L. 241/1990))