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💶 Economia politica e scienza delle finanze

Microeconomia

La microeconomia studia le scelte di consumatori e imprese e il loro incontro sul mercato. La domanda esprime una relazione inversa tra prezzo e quantità richiesta (a parità di altre condizioni); l'offerta esprime una relazione diretta tra prezzo e quantità prodotta. Il prezzo di equilibrio è quello per cui quantità domandata e quantità offerta coincidono; scostamenti generano eccessi di domanda o di offerta che spingono il prezzo verso l'equilibrio. L'elasticità misura la sensibilità della quantità domandata (o offerta) al variare del prezzo: i beni di prima necessità hanno domanda tendenzialmente anelastica, i beni voluttuari domanda più elastica. Le forme di mercato si distinguono per numero di operatori, omogeneità del prodotto e barriere all'entrata: la concorrenza perfetta (molti operatori, prodotto omogeneo, price taker), il monopolio (unico venditore, price maker), l'oligopolio (pochi venditori interdipendenti) e la concorrenza monopolistica (molti venditori, prodotti differenziati).

Macroeconomia

La macroeconomia analizza i fenomeni economici aggregati. Il PIL misura il valore di mercato dei beni e servizi finali prodotti in un Paese; il PIL nominale è a prezzi correnti, il PIL reale è a prezzi costanti e consente confronti nel tempo al netto dell'inflazione. L'inflazione è l'aumento generalizzato e persistente dei prezzi; la disoccupazione può essere frizionale, strutturale o ciclica. La moneta svolge funzione di mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore. La politica monetaria, condotta nell'area euro dalla BCE, mira alla stabilità dei prezzi tramite tassi di interesse e operazioni di mercato aperto; la politica fiscale, di competenza dei governi nazionali, agisce su spesa pubblica ed entrate tributarie.

Scienza delle finanze

Lo Stato soddisfa bisogni pubblici, divisibili (finanziati con tasse) e indivisibili (finanziati con imposte), tramite entrate tributarie ed extratributarie e la spesa pubblica, corrente e in conto capitale, programmate nel bilancio dello Stato (DEF e legge di bilancio). La teoria dell'imposta si fonda sulla capacità contributiva e sui principi del beneficio e del sacrificio; la pressione fiscale rapporta il prelievo al PIL. Le imposte producono effetti economici distinti: la traslazione trasferisce l'onere ad altro soggetto tramite i prezzi, l'ammortamento riduce il valore di beni durevoli, l'elusione sfrutta forme lecite prive di sostanza economica, l'evasione viola direttamente la norma. Le imposte possono essere progressive, proporzionali o regressive. Il deficit è il disavanzo annuale tra entrate e spese; il debito pubblico è lo stock cumulato dei disavanzi finanziati con indebitamento.

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Preguntas de muestra (35)

1. In microeconomia, la legge della domanda descrive la relazione, a parità di altre condizioni (ceteris paribus), tra il prezzo di un bene e la quantità che i consumatori sono disposti ad acquistare. Quale relazione esprime?

  1. Una relazione inversa: al crescere del prezzo, la quantità domandata tende a diminuire
  2. Una relazione diretta: al crescere del prezzo, la quantità domandata tende ad aumentare
  3. Una relazione costante: la quantità domandata non varia al variare del prezzo
  4. Una relazione inversa tra quantità domandata e quantità offerta, indipendente dal prezzo

La legge della domanda esprime una relazione inversa tra prezzo e quantità domandata, a parità delle altre condizioni. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: domanda e offerta)

2. Che cosa esprime la legge dell'offerta in un mercato concorrenziale?

  1. Una relazione diretta tra prezzo del bene e quantità che i produttori sono disposti a vendere
  2. Una relazione inversa tra prezzo del bene e quantità che i produttori sono disposti a vendere
  3. Una relazione diretta tra reddito dei consumatori e quantità domandata
  4. Una relazione costante tra costo di produzione e prezzo di vendita

L'offerta cresce al crescere del prezzo: relazione diretta tra prezzo e quantità offerta. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: domanda e offerta)

3. In un mercato concorrenziale, a un determinato prezzo la quantità che i consumatori desiderano acquistare supera la quantità che i produttori sono disposti a offrire. Come si qualifica questa situazione e quale tendenza innesca sul prezzo?

  1. Eccesso di domanda (carenza di offerta), che tende a spingere il prezzo verso l'alto fino al livello di equilibrio
  2. Eccesso di offerta (surplus), che tende a spingere il prezzo verso il basso fino al livello di equilibrio
  3. Situazione di equilibrio di mercato, poiché domanda e offerta sono già coincidenti
  4. Eccesso di domanda, che tende a far scendere ulteriormente il prezzo fino ad annullarlo

Quando la quantità domandata eccede quella offerta al prezzo corrente si ha eccesso di domanda; la pressione competitiva tra acquirenti tende a far salire il prezzo fino al punto di equilibrio. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: prezzo di equilibrio)

4. L'elasticità della domanda al prezzo misura...

  1. la variazione percentuale della quantità domandata in risposta a una variazione percentuale del prezzo del bene
  2. la variazione assoluta del prezzo in risposta a una variazione assoluta della quantità offerta
  3. il rapporto tra il prezzo di equilibrio e il reddito medio dei consumatori
  4. la variazione percentuale del prezzo in risposta a una variazione percentuale del reddito dei consumatori

L'elasticità della domanda al prezzo è il rapporto tra variazione percentuale della quantità domandata e variazione percentuale del prezzo. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: elasticità)

5. Per i beni di prima necessità, la domanda è tipicamente...

  1. anelastica rispetto al prezzo, poiché la quantità domandata varia poco al variare del prezzo
  2. elastica rispetto al prezzo, poiché la quantità domandata varia molto al variare del prezzo
  3. ad elasticità infinita, poiché qualunque variazione di prezzo azzera la domanda
  4. priva di relazione con il prezzo, poiché dipende solo dal reddito

I beni di prima necessità hanno domanda tendenzialmente anelastica, perché i consumatori continuano ad acquistarli anche se il prezzo varia. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: elasticità)

6. Due beni, burro e margarina, sono considerati succedanei (sostituti) tra loro. Se il prezzo del burro aumenta sensibilmente, cosa ci si attende, in base al concetto di elasticità incrociata della domanda?

  1. Un aumento della quantità domandata di margarina, poiché i consumatori sostituiscono in parte il burro con il bene succedaneo
  2. Una diminuzione della quantità domandata di margarina, poiché i due beni si muovono sempre nella stessa direzione
  3. Nessun effetto sulla domanda di margarina, poiché l'elasticità incrociata riguarda solo beni complementari
  4. Un aumento della quantità domandata di burro, poiché beni succedanei rafforzano reciprocamente la propria domanda

Per beni succedanei l'elasticità incrociata della domanda è positiva: l'aumento del prezzo di un bene sposta parte della domanda verso il suo sostituto. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: elasticità)

7. Quale caratteristica distingue la concorrenza perfetta dalle altre forme di mercato?

  1. Presenza di molti operatori che scambiano un prodotto omogeneo, senza che il singolo operatore possa influenzare il prezzo di mercato
  2. Presenza di un unico venditore in grado di fissare il prezzo di vendita del bene
  3. Presenza di pochi venditori interdipendenti che tengono conto delle reazioni dei concorrenti
  4. Presenza di molti venditori che offrono prodotti differenziati tra loro

La concorrenza perfetta è caratterizzata da molti operatori, prodotto omogeneo e operatori price taker, senza potere di mercato individuale. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)

8. In un regime di monopolio...

  1. un unico venditore offre un bene privo di validi sostituti e può influenzare il prezzo di vendita fissando la quantità offerta
  2. molti venditori offrono un prodotto omogeneo e nessuno può influenzare il prezzo di mercato
  3. pochi venditori si contendono il mercato tenendo conto delle strategie reciproche
  4. numerosi venditori offrono prodotti differenziati con barriere all'entrata modeste

Il monopolio è caratterizzato da un unico offerente, assenza di sostituti validi e potere di mercato (price maker). (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)

9. Che cosa distingue l'oligopolio dal monopolio come forma di mercato?

  1. Nell'oligopolio operano pochi venditori interdipendenti, mentre nel monopolio opera un unico venditore privo di concorrenti diretti
  2. Nell'oligopolio opera un unico venditore, mentre nel monopolio operano pochi venditori interdipendenti
  3. L'oligopolio si caratterizza per prodotto omogeneo e assenza di barriere all'entrata, come la concorrenza perfetta
  4. Nell'oligopolio i venditori sono price taker, mentre nel monopolio il venditore non ha alcun potere sul prezzo

L'oligopolio è un mercato con pochi venditori interdipendenti tra loro; il monopolio prevede un unico venditore senza concorrenti diretti. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)

10. La concorrenza monopolistica si differenzia dall'oligopolio principalmente perché...

  1. nella concorrenza monopolistica operano molti venditori con prodotti differenziati e barriere all'entrata contenute, mentre nell'oligopolio operano pochi venditori con barriere all'entrata rilevanti
  2. nella concorrenza monopolistica opera un unico venditore, mentre nell'oligopolio operano molti venditori
  3. nella concorrenza monopolistica il prodotto è omogeneo, mentre nell'oligopolio il prodotto è sempre differenziato
  4. nella concorrenza monopolistica non esistono barriere all'entrata, mentre nell'oligopolio le barriere sono assenti per definizione

La concorrenza monopolistica prevede molti venditori con prodotti differenziati e barriere basse; l'oligopolio prevede pochi venditori e barriere significative. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)

11. Un'impresa agricola vende un prodotto agricolo indifferenziato in un mercato con moltissimi produttori di piccole dimensioni, nessuno dei quali è in grado, da solo, di influenzare il prezzo di mercato. Come si qualifica il comportamento di questa impresa rispetto alla determinazione del prezzo?

  1. L'impresa è price taker: accetta il prezzo di mercato come dato e decide solo la quantità da vendere
  2. L'impresa è price maker: fissa autonomamente il prezzo di vendita del prodotto
  3. L'impresa opera in regime di monopolio naturale e stabilisce il prezzo in base ai propri costi
  4. L'impresa opera in oligopolio e concorda il prezzo con gli altri produttori

In un mercato con moltissimi operatori e prodotto omogeneo (concorrenza perfetta), ciascuna impresa è price taker, cioè accetta il prezzo di equilibrio determinato dal mercato. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)

12. In un settore, come quello della telefonia mobile in molti mercati nazionali, operano poche grandi imprese che tengono conto delle reciproche strategie di prezzo e di offerta, in presenza di rilevanti barriere all'entrata (licenze, infrastrutture, investimenti). Quale forma di mercato descrive meglio questo scenario?

  1. Oligopolio
  2. Concorrenza perfetta
  3. Concorrenza monopolistica
  4. Monopolio pubblico regolamentato

Pochi operatori interdipendenti e barriere all'entrata rilevanti sono i tratti distintivi dell'oligopolio. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)

13. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è definito come...

  1. il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in un Paese in un determinato periodo di tempo
  2. il valore complessivo di tutte le transazioni finanziarie effettuate in un Paese in un anno
  3. il valore dei soli beni esportati da un Paese in un determinato periodo
  4. il reddito medio percepito da ciascun cittadino di un Paese in un determinato periodo

Il PIL misura il valore di mercato dei beni e servizi finali prodotti in un'economia in un dato periodo. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: PIL)

14. Qual è la differenza tra PIL nominale e PIL reale?

  1. Il PIL nominale è calcolato a prezzi correnti, mentre il PIL reale è calcolato a prezzi costanti, depurando l'effetto della variazione dei prezzi
  2. Il PIL nominale è calcolato a prezzi costanti, mentre il PIL reale è calcolato a prezzi correnti
  3. Il PIL nominale include soltanto i beni, il PIL reale include soltanto i servizi
  4. Il PIL nominale include le esportazioni, il PIL reale le esclude

Il PIL nominale è a prezzi correnti; il PIL reale è a prezzi costanti e consente confronti nel tempo al netto dell'inflazione. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: PIL)

15. In un anno, il PIL nominale di un Paese è cresciuto in misura significativa rispetto all'anno precedente, ma la quantità fisica di beni e servizi prodotti è rimasta sostanzialmente invariata. Quale spiegazione, tra le seguenti, è coerente con la relazione tra PIL nominale, PIL reale e livello dei prezzi?

  1. L'aumento del PIL nominale riflette principalmente un aumento del livello generale dei prezzi, mentre il PIL reale è rimasto pressoché stabile
  2. L'aumento del PIL nominale riflette necessariamente un aumento della produzione reale di beni e servizi
  3. Il PIL reale è aumentato più del PIL nominale, a causa della deflazione
  4. PIL nominale e PIL reale devono sempre coincidere, indipendentemente dai prezzi

Se la produzione reale è invariata ma il PIL nominale cresce, l'aumento è dovuto alla crescita dei prezzi, non a una maggiore produzione. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: PIL)

16. Che cosa si intende, in macroeconomia, per inflazione?

  1. Un aumento generalizzato e persistente del livello dei prezzi di beni e servizi in un'economia
  2. Una diminuzione generalizzata e persistente del livello dei prezzi di beni e servizi
  3. Un aumento del solo prezzo dei beni importati, senza effetti sui prezzi interni
  4. Una riduzione del tasso di disoccupazione accompagnata da prezzi stabili

L'inflazione è l'aumento generalizzato e continuativo del livello dei prezzi nel tempo. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: inflazione)

17. La disoccupazione frizionale, a differenza di quella strutturale, è principalmente...

  1. quella fisiologica legata al tempo necessario per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, ad esempio nel passaggio da un impiego a un altro
  2. quella dovuta a un disallineamento permanente tra le competenze dei lavoratori e le esigenze del mercato del lavoro
  3. quella causata da una fase di recessione del ciclo economico
  4. quella derivante dall'aumento del costo del lavoro imposto dalla contrattazione collettiva

La disoccupazione frizionale è transitoria, legata ai tempi fisiologici di ricerca di un nuovo impiego; quella strutturale deriva da un disallineamento durevole tra competenze offerte e richieste. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: disoccupazione)

18. Tra le funzioni economiche della moneta rientra quella di...

  1. mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore
  2. unico strumento di finanziamento della spesa pubblica
  3. strumento esclusivo di regolazione del commercio internazionale
  4. garanzia reale a copertura del debito pubblico

Le funzioni classiche della moneta sono: mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: moneta)

19. Quale obiettivo primario persegue la Banca Centrale Europea (BCE) nella conduzione della politica monetaria dell'area euro?

  1. La stabilità dei prezzi, ossia il controllo dell'inflazione nel medio periodo
  2. Il pareggio del bilancio pubblico di ciascuno Stato membro
  3. La determinazione diretta delle aliquote fiscali applicate negli Stati membri
  4. La gestione della spesa pubblica corrente degli Stati dell'area euro

L'obiettivo primario della BCE è il mantenimento della stabilità dei prezzi nell'area euro. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica monetaria)

20. Tra gli strumenti tipici della politica monetaria di una banca centrale rientrano...

  1. i tassi di interesse ufficiali e le operazioni di mercato aperto per regolare la liquidità del sistema bancario
  2. la determinazione delle aliquote dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
  3. la definizione dell'ammontare della spesa pubblica in conto capitale
  4. l'approvazione della legge di bilancio dello Stato

I tassi di interesse ufficiali e le operazioni di mercato aperto sono strumenti tipici della politica monetaria, distinti dagli strumenti di politica fiscale. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica monetaria)

21. In che cosa si distingue la politica fiscale dalla politica monetaria?

  1. La politica fiscale agisce tramite spesa pubblica ed entrate tributarie ed è di competenza dei governi nazionali, mentre la politica monetaria agisce su moneta e tassi di interesse ed è, per l'area euro, di competenza della BCE
  2. La politica fiscale agisce su moneta e tassi di interesse, mentre la politica monetaria agisce su spesa pubblica ed entrate tributarie
  3. Politica fiscale e politica monetaria coincidono, poiché entrambe sono gestite dalla banca centrale
  4. La politica fiscale riguarda solo il livello dei prezzi, mentre la politica monetaria riguarda solo il livello dell'occupazione

La politica fiscale è competenza dei governi nazionali e agisce su entrate e spesa pubblica; la politica monetaria nell'area euro è competenza della BCE e agisce su moneta e tassi di interesse. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica fiscale)

22. Per contrastare una fase di recessione economica caratterizzata da domanda aggregata debole e disoccupazione crescente, un governo decide di aumentare la spesa pubblica in infrastrutture e di ridurre temporaneamente il prelievo fiscale su famiglie e imprese. Quale tipo di intervento sta attuando?

  1. Una politica fiscale espansiva, volta a sostenere la domanda aggregata
  2. Una politica fiscale restrittiva, volta a ridurre la domanda aggregata
  3. Una politica monetaria espansiva attuata dalla banca centrale
  4. Una politica monetaria restrittiva attuata dal governo

Aumento della spesa pubblica e riduzione del prelievo fiscale per sostenere la domanda aggregata sono tipici strumenti di politica fiscale espansiva, di competenza del governo. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica fiscale)

23. In presenza di un'inflazione persistentemente superiore all'obiettivo di stabilità dei prezzi, la BCE decide di innalzare i tassi di interesse ufficiali. Quale effetto atteso, dal punto di vista macroeconomico, giustifica principalmente questa scelta?

  1. Rendere il credito più costoso, raffreddando la domanda aggregata e contribuendo a contenere la crescita dei prezzi
  2. Rendere il credito meno costoso, per stimolare consumi e investimenti e sostenere l'occupazione
  3. Aumentare direttamente la spesa pubblica degli Stati membri dell'area euro
  4. Ridurre le aliquote dell'imposta sul valore aggiunto applicate negli Stati membri

Alzando i tassi di interesse, la banca centrale rende più costoso il credito, raffreddando consumi e investimenti e contribuendo a contenere l'inflazione. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica monetaria)

24. In scienza delle finanze, i bisogni pubblici indivisibili (ad esempio la difesa nazionale o l'ordine pubblico) si distinguono da quelli divisibili perché...

  1. il beneficio non è attribuibile a un singolo individuo in modo specifico, ma ricade sulla collettività nel suo complesso
  2. sono finanziati esclusivamente tramite tasse commisurate al servizio reso al singolo utente
  3. riguardano solo servizi erogati da enti locali e mai dallo Stato centrale
  4. non richiedono alcun finanziamento pubblico, poiché sono forniti gratuitamente dal mercato

I bisogni pubblici indivisibili producono un beneficio collettivo non frazionabile a livello individuale, a differenza di quelli divisibili. (Economia/Scienza delle finanze — Bisogni e servizi pubblici)

25. Quale tributo si collega tipicamente alla fruizione di un servizio pubblico divisibile reso a favore di un soggetto individuabile?

  1. La tassa, dovuta a fronte di un servizio pubblico specifico reso al richiedente
  2. L'imposta, dovuta indipendentemente da qualunque controprestazione specifica
  3. Il contributo speciale, dovuto per un vantaggio collettivo indistinto
  4. Il prezzo pubblico, che non ha mai natura tributaria

La tassa è collegata a un servizio pubblico divisibile reso a un soggetto individuabile; l'imposta invece prescinde da una controprestazione specifica. (Economia/Scienza delle finanze — Bisogni e servizi pubblici)

26. Quale delle seguenti è un esempio di entrata pubblica extratributaria, distinta dalle entrate tributarie?

  1. I proventi derivanti dalla gestione del patrimonio pubblico o da partecipazioni statali
  2. Il gettito delle imposte dirette sul reddito
  3. Il gettito delle imposte indirette sui consumi
  4. Il gettito derivante dalle tasse per servizi pubblici divisibili

Le entrate extratributarie derivano da fonti diverse dai tributi, come proventi patrimoniali o da partecipazioni; imposte e tasse sono invece entrate tributarie. (Economia/Scienza delle finanze — Entrate pubbliche)

27. La spesa pubblica in conto capitale si distingue dalla spesa corrente perché...

  1. è destinata a investimenti che accrescono il patrimonio pubblico, come opere infrastrutturali, mentre la spesa corrente serve al funzionamento ordinario dell'amministrazione
  2. riguarda esclusivamente il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici
  3. è sempre finanziata da entrate tributarie, mentre la spesa corrente è finanziata solo dal debito
  4. non compare nel bilancio dello Stato, a differenza della spesa corrente

La spesa in conto capitale finanzia investimenti che accrescono il patrimonio pubblico; la spesa corrente copre il funzionamento ordinario (personale, beni e servizi, interessi). (Economia/Scienza delle finanze — Spesa pubblica)

28. Tra i principi tradizionali del bilancio pubblico rientra quello di integrità, in base al quale...

  1. tutte le entrate e tutte le spese devono essere iscritte in bilancio nel loro importo integrale, al lordo, senza compensazioni tra poste
  2. il bilancio deve riferirsi a un periodo pluriennale non inferiore a cinque anni
  3. ogni spesa deve essere autorizzata da un tributo specificamente destinato a coprirla
  4. il bilancio pubblico non deve essere reso pubblico prima della sua approvazione

Il principio di integrità richiede che tutte le entrate e le spese siano iscritte in bilancio per il loro intero ammontare (al lordo), senza compensazioni tra poste. (Economia/Scienza delle finanze — Bilancio dello Stato)

29. Il Documento di Economia e Finanza (DEF) è...

  1. il principale documento di programmazione economico-finanziaria con cui il governo definisce obiettivi e strategie di finanza pubblica, propedeutico alla manovra di bilancio
  2. il rendiconto consuntivo definitivo delle entrate e delle spese dell'esercizio già concluso
  3. un regolamento dell'Unione Europea che fissa direttamente le aliquote fiscali degli Stati membri
  4. l'atto con cui la Corte dei conti approva in via definitiva il bilancio dello Stato

Il DEF è il documento di programmazione con cui il governo definisce gli obiettivi di finanza pubblica, alla base della successiva legge di bilancio. (Economia/Scienza delle finanze — Bilancio dello Stato)

30. La legge di bilancio dello Stato ha, tra le sue funzioni principali, quella di...

  1. approvare per l'esercizio successivo le previsioni di entrata e di spesa, unificando in un unico provvedimento la manovra finanziaria
  2. istituire in via permanente nuovi tributi statali, funzione che le è riservata in via esclusiva
  3. sostituire il DEF come unico strumento di programmazione economico-finanziaria
  4. essere approvata esclusivamente dal Governo, senza intervento del Parlamento

La legge di bilancio approva le previsioni di entrata e di spesa per l'esercizio successivo, unificando la manovra finanziaria in un solo provvedimento. (Economia/Scienza delle finanze — Bilancio dello Stato)

31. Che cosa esprime, in generale, l'indicatore della pressione fiscale?

  1. Il peso del prelievo tributario (ed eventualmente contributivo) complessivo rapportato al prodotto interno lordo di un Paese
  2. Il numero di tributi diversi previsti dall'ordinamento di un Paese
  3. La sola aliquota massima applicata dall'imposta sul reddito delle persone fisiche
  4. Il rapporto tra spesa pubblica corrente e spesa pubblica in conto capitale

La pressione fiscale misura il peso complessivo del prelievo tributario (e contributivo) sull'economia, rapportando le entrate al PIL. (Economia/Scienza delle finanze — Pressione fiscale)

32. Se, a parità di gettito tributario complessivo, il PIL di un Paese diminuisce sensibilmente in un anno rispetto al precedente, cosa accade, a parità di altre condizioni, all'indicatore della pressione fiscale?

  1. La pressione fiscale tende ad aumentare, perché lo stesso gettito è rapportato a un PIL più basso
  2. La pressione fiscale tende a diminuire, perché il PIL più basso riduce automaticamente anche il gettito
  3. La pressione fiscale resta invariata, perché dipende solo dal numero di tributi vigenti
  4. La pressione fiscale si azzera, perché il denominatore diventa irrilevante

La pressione fiscale è il rapporto tra gettito e PIL: a parità di gettito, un PIL più basso fa aumentare il valore del rapporto. (Economia/Scienza delle finanze — Pressione fiscale)

33. Il principio della capacità contributiva, alla base della teoria dell'imposta, richiede che...

  1. il concorso alle spese pubbliche sia commisurato alla effettiva capacità economica del soggetto passivo
  2. ogni soggetto contribuisca in misura identica alle spese pubbliche, indipendentemente dal reddito posseduto
  3. il prelievo fiscale sia determinato esclusivamente in base al numero di servizi pubblici fruiti dal singolo
  4. solo i soggetti titolari di reddito d'impresa siano tenuti a concorrere alle spese pubbliche

Il principio di capacità contributiva richiede che il concorso alle spese pubbliche sia proporzionato alla forza economica effettiva di ciascun soggetto. (Economia/Scienza delle finanze — Teoria dell'imposta)

34. Nella teoria dell'imposta, in che cosa si differenzia il principio del beneficio dal principio del sacrificio come criterio di riparto del carico tributario?

  1. Il principio del beneficio commisura il prelievo al vantaggio ricevuto dai servizi pubblici, mentre il principio del sacrificio lo commisura alla capacità economica e all'utilità marginale del reddito sottratto al contribuente
  2. Il principio del beneficio commisura il prelievo alla capacità economica del contribuente, mentre il principio del sacrificio lo commisura al vantaggio ricevuto dai servizi pubblici
  3. I due principi sono sinonimi e descrivono lo stesso criterio di riparto del carico tributario
  4. Il principio del beneficio si applica solo alle imposte indirette, il principio del sacrificio solo a quelle dirette

Il principio del beneficio lega il prelievo al vantaggio ricevuto dai servizi pubblici; il principio del sacrificio lo lega alla capacità economica, ripartendo il carico in base all'utilità marginale del reddito. (Economia/Scienza delle finanze — Teoria dell'imposta)

35. Che cosa si intende, in scienza delle finanze, per traslazione dell'imposta?

  1. Il fenomeno per cui il soggetto tenuto per legge al pagamento dell'imposta (contribuente di diritto) trasferisce, in tutto o in parte, l'onere economico effettivo su un altro soggetto (contribuente di fatto), tipicamente variando i prezzi
  2. L'operazione con cui il contribuente occulta all'amministrazione finanziaria parte del reddito effettivamente prodotto
  3. La riduzione permanente del valore di un bene patrimoniale, capitalizzata al momento dell'istituzione di una nuova imposta
  4. La reazione del contribuente che aumenta la propria produttività per mantenere invariato il reddito netto disponibile dopo l'imposta

La traslazione consiste nel trasferimento dell'onere economico dell'imposta dal contribuente di diritto a un altro soggetto, contribuente di fatto, spesso mediante la variazione dei prezzi. (Economia/Scienza delle finanze — Effetti economici delle imposte)

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