La microeconomia studia le scelte di consumatori e imprese e il loro incontro sul mercato. La domanda esprime una relazione inversa tra prezzo e quantità richiesta (a parità di altre condizioni); l'offerta esprime una relazione diretta tra prezzo e quantità prodotta. Il prezzo di equilibrio è quello per cui quantità domandata e quantità offerta coincidono; scostamenti generano eccessi di domanda o di offerta che spingono il prezzo verso l'equilibrio. L'elasticità misura la sensibilità della quantità domandata (o offerta) al variare del prezzo: i beni di prima necessità hanno domanda tendenzialmente anelastica, i beni voluttuari domanda più elastica. Le forme di mercato si distinguono per numero di operatori, omogeneità del prodotto e barriere all'entrata: la concorrenza perfetta (molti operatori, prodotto omogeneo, price taker), il monopolio (unico venditore, price maker), l'oligopolio (pochi venditori interdipendenti) e la concorrenza monopolistica (molti venditori, prodotti differenziati).
La macroeconomia analizza i fenomeni economici aggregati. Il PIL misura il valore di mercato dei beni e servizi finali prodotti in un Paese; il PIL nominale è a prezzi correnti, il PIL reale è a prezzi costanti e consente confronti nel tempo al netto dell'inflazione. L'inflazione è l'aumento generalizzato e persistente dei prezzi; la disoccupazione può essere frizionale, strutturale o ciclica. La moneta svolge funzione di mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore. La politica monetaria, condotta nell'area euro dalla BCE, mira alla stabilità dei prezzi tramite tassi di interesse e operazioni di mercato aperto; la politica fiscale, di competenza dei governi nazionali, agisce su spesa pubblica ed entrate tributarie.
Lo Stato soddisfa bisogni pubblici, divisibili (finanziati con tasse) e indivisibili (finanziati con imposte), tramite entrate tributarie ed extratributarie e la spesa pubblica, corrente e in conto capitale, programmate nel bilancio dello Stato (DEF e legge di bilancio). La teoria dell'imposta si fonda sulla capacità contributiva e sui principi del beneficio e del sacrificio; la pressione fiscale rapporta il prelievo al PIL. Le imposte producono effetti economici distinti: la traslazione trasferisce l'onere ad altro soggetto tramite i prezzi, l'ammortamento riduce il valore di beni durevoli, l'elusione sfrutta forme lecite prive di sostanza economica, l'evasione viola direttamente la norma. Le imposte possono essere progressive, proporzionali o regressive. Il deficit è il disavanzo annuale tra entrate e spese; il debito pubblico è lo stock cumulato dei disavanzi finanziati con indebitamento.
1. In microeconomia, la legge della domanda descrive la relazione, a parità di altre condizioni (ceteris paribus), tra il prezzo di un bene e la quantità che i consumatori sono disposti ad acquistare. Quale relazione esprime?
La legge della domanda esprime una relazione inversa tra prezzo e quantità domandata, a parità delle altre condizioni. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: domanda e offerta)
2. Che cosa esprime la legge dell'offerta in un mercato concorrenziale?
L'offerta cresce al crescere del prezzo: relazione diretta tra prezzo e quantità offerta. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: domanda e offerta)
3. In un mercato concorrenziale, a un determinato prezzo la quantità che i consumatori desiderano acquistare supera la quantità che i produttori sono disposti a offrire. Come si qualifica questa situazione e quale tendenza innesca sul prezzo?
Quando la quantità domandata eccede quella offerta al prezzo corrente si ha eccesso di domanda; la pressione competitiva tra acquirenti tende a far salire il prezzo fino al punto di equilibrio. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: prezzo di equilibrio)
4. L'elasticità della domanda al prezzo misura...
L'elasticità della domanda al prezzo è il rapporto tra variazione percentuale della quantità domandata e variazione percentuale del prezzo. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: elasticità)
5. Per i beni di prima necessità, la domanda è tipicamente...
I beni di prima necessità hanno domanda tendenzialmente anelastica, perché i consumatori continuano ad acquistarli anche se il prezzo varia. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: elasticità)
6. Due beni, burro e margarina, sono considerati succedanei (sostituti) tra loro. Se il prezzo del burro aumenta sensibilmente, cosa ci si attende, in base al concetto di elasticità incrociata della domanda?
Per beni succedanei l'elasticità incrociata della domanda è positiva: l'aumento del prezzo di un bene sposta parte della domanda verso il suo sostituto. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: elasticità)
7. Quale caratteristica distingue la concorrenza perfetta dalle altre forme di mercato?
La concorrenza perfetta è caratterizzata da molti operatori, prodotto omogeneo e operatori price taker, senza potere di mercato individuale. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)
8. In un regime di monopolio...
Il monopolio è caratterizzato da un unico offerente, assenza di sostituti validi e potere di mercato (price maker). (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)
9. Che cosa distingue l'oligopolio dal monopolio come forma di mercato?
L'oligopolio è un mercato con pochi venditori interdipendenti tra loro; il monopolio prevede un unico venditore senza concorrenti diretti. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)
10. La concorrenza monopolistica si differenzia dall'oligopolio principalmente perché...
La concorrenza monopolistica prevede molti venditori con prodotti differenziati e barriere basse; l'oligopolio prevede pochi venditori e barriere significative. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)
11. Un'impresa agricola vende un prodotto agricolo indifferenziato in un mercato con moltissimi produttori di piccole dimensioni, nessuno dei quali è in grado, da solo, di influenzare il prezzo di mercato. Come si qualifica il comportamento di questa impresa rispetto alla determinazione del prezzo?
In un mercato con moltissimi operatori e prodotto omogeneo (concorrenza perfetta), ciascuna impresa è price taker, cioè accetta il prezzo di equilibrio determinato dal mercato. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)
12. In un settore, come quello della telefonia mobile in molti mercati nazionali, operano poche grandi imprese che tengono conto delle reciproche strategie di prezzo e di offerta, in presenza di rilevanti barriere all'entrata (licenze, infrastrutture, investimenti). Quale forma di mercato descrive meglio questo scenario?
Pochi operatori interdipendenti e barriere all'entrata rilevanti sono i tratti distintivi dell'oligopolio. (Economia/Scienza delle finanze — Microeconomia: forme di mercato)
13. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è definito come...
Il PIL misura il valore di mercato dei beni e servizi finali prodotti in un'economia in un dato periodo. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: PIL)
14. Qual è la differenza tra PIL nominale e PIL reale?
Il PIL nominale è a prezzi correnti; il PIL reale è a prezzi costanti e consente confronti nel tempo al netto dell'inflazione. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: PIL)
15. In un anno, il PIL nominale di un Paese è cresciuto in misura significativa rispetto all'anno precedente, ma la quantità fisica di beni e servizi prodotti è rimasta sostanzialmente invariata. Quale spiegazione, tra le seguenti, è coerente con la relazione tra PIL nominale, PIL reale e livello dei prezzi?
Se la produzione reale è invariata ma il PIL nominale cresce, l'aumento è dovuto alla crescita dei prezzi, non a una maggiore produzione. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: PIL)
16. Che cosa si intende, in macroeconomia, per inflazione?
L'inflazione è l'aumento generalizzato e continuativo del livello dei prezzi nel tempo. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: inflazione)
17. La disoccupazione frizionale, a differenza di quella strutturale, è principalmente...
La disoccupazione frizionale è transitoria, legata ai tempi fisiologici di ricerca di un nuovo impiego; quella strutturale deriva da un disallineamento durevole tra competenze offerte e richieste. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: disoccupazione)
18. Tra le funzioni economiche della moneta rientra quella di...
Le funzioni classiche della moneta sono: mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: moneta)
19. Quale obiettivo primario persegue la Banca Centrale Europea (BCE) nella conduzione della politica monetaria dell'area euro?
L'obiettivo primario della BCE è il mantenimento della stabilità dei prezzi nell'area euro. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica monetaria)
20. Tra gli strumenti tipici della politica monetaria di una banca centrale rientrano...
I tassi di interesse ufficiali e le operazioni di mercato aperto sono strumenti tipici della politica monetaria, distinti dagli strumenti di politica fiscale. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica monetaria)
21. In che cosa si distingue la politica fiscale dalla politica monetaria?
La politica fiscale è competenza dei governi nazionali e agisce su entrate e spesa pubblica; la politica monetaria nell'area euro è competenza della BCE e agisce su moneta e tassi di interesse. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica fiscale)
22. Per contrastare una fase di recessione economica caratterizzata da domanda aggregata debole e disoccupazione crescente, un governo decide di aumentare la spesa pubblica in infrastrutture e di ridurre temporaneamente il prelievo fiscale su famiglie e imprese. Quale tipo di intervento sta attuando?
Aumento della spesa pubblica e riduzione del prelievo fiscale per sostenere la domanda aggregata sono tipici strumenti di politica fiscale espansiva, di competenza del governo. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica fiscale)
23. In presenza di un'inflazione persistentemente superiore all'obiettivo di stabilità dei prezzi, la BCE decide di innalzare i tassi di interesse ufficiali. Quale effetto atteso, dal punto di vista macroeconomico, giustifica principalmente questa scelta?
Alzando i tassi di interesse, la banca centrale rende più costoso il credito, raffreddando consumi e investimenti e contribuendo a contenere l'inflazione. (Economia/Scienza delle finanze — Macroeconomia: politica monetaria)
24. In scienza delle finanze, i bisogni pubblici indivisibili (ad esempio la difesa nazionale o l'ordine pubblico) si distinguono da quelli divisibili perché...
I bisogni pubblici indivisibili producono un beneficio collettivo non frazionabile a livello individuale, a differenza di quelli divisibili. (Economia/Scienza delle finanze — Bisogni e servizi pubblici)
25. Quale tributo si collega tipicamente alla fruizione di un servizio pubblico divisibile reso a favore di un soggetto individuabile?
La tassa è collegata a un servizio pubblico divisibile reso a un soggetto individuabile; l'imposta invece prescinde da una controprestazione specifica. (Economia/Scienza delle finanze — Bisogni e servizi pubblici)
26. Quale delle seguenti è un esempio di entrata pubblica extratributaria, distinta dalle entrate tributarie?
Le entrate extratributarie derivano da fonti diverse dai tributi, come proventi patrimoniali o da partecipazioni; imposte e tasse sono invece entrate tributarie. (Economia/Scienza delle finanze — Entrate pubbliche)
27. La spesa pubblica in conto capitale si distingue dalla spesa corrente perché...
La spesa in conto capitale finanzia investimenti che accrescono il patrimonio pubblico; la spesa corrente copre il funzionamento ordinario (personale, beni e servizi, interessi). (Economia/Scienza delle finanze — Spesa pubblica)
28. Tra i principi tradizionali del bilancio pubblico rientra quello di integrità, in base al quale...
Il principio di integrità richiede che tutte le entrate e le spese siano iscritte in bilancio per il loro intero ammontare (al lordo), senza compensazioni tra poste. (Economia/Scienza delle finanze — Bilancio dello Stato)
29. Il Documento di Economia e Finanza (DEF) è...
Il DEF è il documento di programmazione con cui il governo definisce gli obiettivi di finanza pubblica, alla base della successiva legge di bilancio. (Economia/Scienza delle finanze — Bilancio dello Stato)
30. La legge di bilancio dello Stato ha, tra le sue funzioni principali, quella di...
La legge di bilancio approva le previsioni di entrata e di spesa per l'esercizio successivo, unificando la manovra finanziaria in un solo provvedimento. (Economia/Scienza delle finanze — Bilancio dello Stato)
31. Che cosa esprime, in generale, l'indicatore della pressione fiscale?
La pressione fiscale misura il peso complessivo del prelievo tributario (e contributivo) sull'economia, rapportando le entrate al PIL. (Economia/Scienza delle finanze — Pressione fiscale)
32. Se, a parità di gettito tributario complessivo, il PIL di un Paese diminuisce sensibilmente in un anno rispetto al precedente, cosa accade, a parità di altre condizioni, all'indicatore della pressione fiscale?
La pressione fiscale è il rapporto tra gettito e PIL: a parità di gettito, un PIL più basso fa aumentare il valore del rapporto. (Economia/Scienza delle finanze — Pressione fiscale)
33. Il principio della capacità contributiva, alla base della teoria dell'imposta, richiede che...
Il principio di capacità contributiva richiede che il concorso alle spese pubbliche sia proporzionato alla forza economica effettiva di ciascun soggetto. (Economia/Scienza delle finanze — Teoria dell'imposta)
34. Nella teoria dell'imposta, in che cosa si differenzia il principio del beneficio dal principio del sacrificio come criterio di riparto del carico tributario?
Il principio del beneficio lega il prelievo al vantaggio ricevuto dai servizi pubblici; il principio del sacrificio lo lega alla capacità economica, ripartendo il carico in base all'utilità marginale del reddito. (Economia/Scienza delle finanze — Teoria dell'imposta)
35. Che cosa si intende, in scienza delle finanze, per traslazione dell'imposta?
La traslazione consiste nel trasferimento dell'onere economico dell'imposta dal contribuente di diritto a un altro soggetto, contribuente di fatto, spesso mediante la variazione dei prezzi. (Economia/Scienza delle finanze — Effetti economici delle imposte)