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🇪🇺 Diritto dell'Unione Europea

Le istituzioni dell'Unione europea

L'art. 13 TUE elenca le istituzioni dell'Unione: il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio dell'Unione europea, la Commissione europea, la Corte di giustizia dell'Unione europea, la Banca centrale europea e la Corte dei conti. Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e di bilancio, oltre a funzioni di controllo politico (art. 14 TUE). Il Consiglio europeo riunisce i Capi di Stato o di Governo e dà all'Unione gli impulsi politici generali, senza però esercitare funzione legislativa (art. 15 TUE): va tenuto distinto sia dal Consiglio dell'Unione europea, che rappresenta i governi a livello ministeriale ed esercita insieme al Parlamento la funzione legislativa e di bilancio (art. 16 TUE), sia dal Consiglio d'Europa, organizzazione internazionale estranea all'architettura dell'Unione, nota per la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La Commissione promuove l'interesse generale dell'Unione, vigila sull'applicazione dei trattati (custode dei trattati) e detiene, di regola in via esclusiva, il potere di iniziativa legislativa (art. 17 TUE). La Corte di giustizia dell'Unione europea assicura il rispetto del diritto, anche attraverso il rinvio pregiudiziale (art. 267 TFUE). La BCE conduce la politica monetaria con l'obiettivo principale della stabilità dei prezzi; la Corte dei conti controlla la legittimità e regolarità delle entrate e delle spese dell'Unione.

Le fonti del diritto dell'Unione

Il diritto primario è costituito dal TUE e dal TFUE. Il diritto derivato, disciplinato dall'art. 288 TFUE, comprende: il regolamento, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ogni Stato membro senza atto di recepimento; la direttiva, che vincola gli Stati membri quanto al risultato lasciando liberi gli organi nazionali sulla forma e sui mezzi; la decisione, obbligatoria e, se designa destinatari, vincolante solo per essi; le raccomandazioni e i pareri, privi di efficacia vincolante. La giurisprudenza della Corte di giustizia ha elaborato i principi del primato del diritto dell'Unione sul diritto interno confliggente e dell'efficacia diretta, quest'ultima piena per i regolamenti e limitata, per le direttive non trasposte, all'effetto verticale nei confronti dello Stato.

Principi e mercato interno

L'art. 5 TUE fissa i principi di attribuzione, sussidiarietà e proporzionalità che regolano l'esercizio delle competenze dell'Unione. Il mercato interno si fonda sulle quattro libertà fondamentali: circolazione delle merci, delle persone (lavoratori e stabilimento), dei servizi e dei capitali.

Cenni di diritto tributario dell'Unione

In materia fiscale l'Unione ha armonizzato soprattutto l'IVA tramite direttive, sulla base dell'art. 113 TFUE, che richiede l'unanimità in Consiglio; vige il divieto di aiuti di Stato (artt. 107-109 TFUE), controllato dalla Commissione; la cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni fiscali tra Stati membri sono disciplinati da apposite direttive. La fiscalità diretta resta invece prevalentemente di competenza statale.

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Preguntas de muestra (35)

1. Quale organo dell'Unione europea è composto dai Capi di Stato o di Governo degli Stati membri, dal proprio presidente e dal presidente della Commissione, e ha il compito di dare all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo senza esercitare funzione legislativa?

  1. Il Consiglio dell'Unione europea
  2. Il Consiglio d'Europa
  3. Il Consiglio europeo
  4. La Commissione europea

Ai sensi dell'art. 15 TUE, il Consiglio europeo dà all'Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti politici generali, senza esercitare funzione legislativa. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 15))

2. Quale istituzione dell'Unione europea esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio, ed è composta da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale?

  1. Il Consiglio dell'Unione europea
  2. Il Consiglio europeo
  3. Il Consiglio d'Europa
  4. Il Comitato delle regioni

L'art. 16 TUE attribuisce al Consiglio dell'Unione europea, insieme al Parlamento europeo, la funzione legislativa e di bilancio. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 16))

3. Quale organizzazione internazionale, distinta dall'Unione europea e non riconducibile alle sue istituzioni, ha sede a Strasburgo ed è nota principalmente per aver adottato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo?

  1. Il Consiglio dell'Unione europea
  2. Il Consiglio d'Europa
  3. Il Consiglio europeo
  4. La Corte di giustizia dell'Unione europea

Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione internazionale autonoma rispetto all'Unione europea, promotrice della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. (Diritto UE — Istituzioni (quadro generale))

4. Quale istituzione dell'Unione europea promuove l'interesse generale dell'Unione, vigila sull'applicazione dei trattati e del diritto derivato in qualità di 'custode dei trattati' ed esercita, di regola in via esclusiva, il potere di iniziativa legislativa?

  1. Il Consiglio europeo
  2. Il Parlamento europeo
  3. La Corte dei conti europea
  4. La Commissione europea

L'art. 17 TUE affida alla Commissione la promozione dell'interesse generale dell'Unione, la vigilanza sull'applicazione dei trattati e il potere di iniziativa legislativa. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 17))

5. Quale funzione, tra le seguenti, è attribuita dai trattati al Parlamento europeo in via congiunta con il Consiglio dell'Unione europea?

  1. La funzione legislativa e di bilancio
  2. La definizione degli orientamenti politici generali dell'Unione
  3. La conduzione della politica monetaria dell'area dell'euro
  4. Il controllo della legittimità delle entrate e delle spese dell'Unione

L'art. 14 TUE stabilisce che il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 14))

6. Quale istituzione dell'Unione europea assicura il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati e comprende, tra gli organi giurisdizionali che la compongono, la Corte di giustizia e il Tribunale?

  1. La Corte dei conti europea
  2. Il Consiglio d'Europa
  3. La Corte di giustizia dell'Unione europea
  4. La Commissione europea

Ai sensi dell'art. 19 TUE, la Corte di giustizia dell'Unione europea assicura il rispetto del diritto nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati e comprende la Corte di giustizia e il Tribunale. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 19))

7. Quale istituzione dell'Unione europea, dotata di personalità giuridica e di indipendenza nell'esercizio dei propri poteri, ha come obiettivo principale il mantenimento della stabilità dei prezzi e conduce la politica monetaria dell'Unione?

  1. La Corte dei conti europea
  2. La Banca centrale europea
  3. Il Consiglio dell'Unione europea
  4. La Commissione europea

La BCE, disciplinata dagli artt. 282 ss. TFUE, è indipendente e persegue come obiettivo principale la stabilità dei prezzi nella conduzione della politica monetaria. (Diritto UE — Istituzioni (TFUE art. 282))

8. Quale istituzione dell'Unione europea esercita il controllo sulla legittimità e regolarità delle entrate e delle spese dell'Unione, nonché sulla sana gestione finanziaria, senza tuttavia esercitare funzioni giurisdizionali?

  1. La Corte di giustizia dell'Unione europea
  2. La Commissione europea
  3. Il Parlamento europeo
  4. La Corte dei conti europea

Gli artt. 285 ss. TFUE attribuiscono alla Corte dei conti europea il controllo contabile e finanziario dell'Unione, che è un organo di controllo e non un organo giurisdizionale. (Diritto UE — Istituzioni (TFUE art. 285))

9. Quale atto di diritto derivato dell'Unione europea ha portata generale, è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, senza necessità di un atto interno di recepimento?

  1. Il regolamento
  2. La direttiva
  3. La raccomandazione
  4. Il parere

L'art. 288 TFUE qualifica il regolamento come atto di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno Stato membro. (Diritto UE — Fonti (TFUE art. 288))

10. Quale atto di diritto derivato dell'Unione europea vincola lo Stato membro cui è rivolto per quanto riguarda il risultato da raggiungere, lasciando agli organi nazionali la competenza in ordine alla forma e ai mezzi per il suo recepimento?

  1. Il regolamento
  2. La decisione
  3. La direttiva
  4. La raccomandazione

Secondo l'art. 288 TFUE, la direttiva vincola gli Stati membri destinatari quanto al risultato, lasciando liberi gli organi nazionali circa la forma e i mezzi di attuazione. (Diritto UE — Fonti (TFUE art. 288))

11. Quale atto di diritto derivato dell'Unione europea è obbligatorio in tutti i suoi elementi e, quando designa i destinatari, è vincolante soltanto nei confronti di questi ultimi?

  1. Il regolamento
  2. La decisione
  3. La direttiva
  4. La raccomandazione

L'art. 288 TFUE stabilisce che la decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e, se designa specifici destinatari, vincola solo questi. (Diritto UE — Fonti (TFUE art. 288))

12. Quale caratteristica accomuna le raccomandazioni e i pareri tra gli atti dell'Unione europea previsti dall'art. 288 TFUE?

  1. Sono obbligatori in tutti i loro elementi per gli Stati destinatari
  2. Richiedono un atto nazionale di recepimento per produrre effetti
  3. Sono direttamente applicabili in ciascuno Stato membro
  4. Non hanno efficacia vincolante

L'art. 288 TFUE precisa che raccomandazioni e pareri non sono vincolanti, a differenza di regolamenti, direttive e decisioni. (Diritto UE — Fonti (TFUE art. 288))

13. Quale principio, elaborato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, comporta la disapplicazione della norma nazionale confliggente con una norma del diritto dell'Unione europea direttamente applicabile?

  1. Il principio del primato del diritto dell'Unione
  2. Il principio di sussidiarietà
  3. Il principio di attribuzione
  4. Il principio di proporzionalità

Il primato del diritto dell'Unione, affermato dalla Corte di giustizia a partire dalla sentenza Costa/ENEL, impone al giudice nazionale di disapplicare la norma interna in contrasto con il diritto UE direttamente applicabile. (Diritto UE — Fonti (primato))

14. Una direttiva dell'Unione europea non correttamente trasposta entro il termine, avente disposizioni sufficientemente chiare, precise e incondizionate, può essere invocata da un cittadino:

  1. Sia nei confronti dello Stato sia nei confronti di un altro privato, allo stesso modo di un regolamento
  2. Soltanto se il regolamento di attuazione è stato medio tempore adottato
  3. Nei confronti dello Stato inadempiente, ma non nei confronti di un altro privato
  4. Solo davanti alla Corte di giustizia dell'Unione europea, mai davanti al giudice nazionale

Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, la direttiva non trasposta può avere effetto diretto verticale, invocabile contro lo Stato, ma non effetto diretto orizzontale tra privati. (Diritto UE — Fonti (efficacia diretta))

15. In base a quale principio l'Unione europea agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati per realizzare gli obiettivi da questi stabiliti?

  1. Il principio di sussidiarietà
  2. Il principio di attribuzione
  3. Il principio di proporzionalità
  4. Il principio del primato

L'art. 5 TUE sancisce che la delimitazione delle competenze dell'Unione si fonda sul principio di attribuzione. (Diritto UE — Principi (TUE art. 5))

16. In base al principio di sussidiarietà, nei settori di competenza concorrente l'Unione europea interviene:

  1. In ogni caso, indipendentemente dalla capacità degli Stati membri di raggiungere l'obiettivo
  2. Soltanto previa autorizzazione unanime del Consiglio d'Europa
  3. Esclusivamente nelle materie di competenza esclusiva degli Stati membri
  4. Soltanto se e in quanto gli obiettivi dell'azione non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, ma possono essere meglio raggiunti a livello dell'Unione

L'art. 5 TUE subordina l'intervento dell'Unione nelle materie di competenza concorrente all'insufficienza dell'azione statale e alla migliore realizzabilità degli obiettivi a livello europeo. (Diritto UE — Principi (TUE art. 5))

17. Il principio di proporzionalità, richiamato dall'art. 5 TUE, impone che:

  1. Il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitino a quanto necessario per conseguire gli obiettivi dei trattati
  2. L'Unione possa agire anche al di fuori delle competenze attribuite, purché in modo proporzionato
  3. Gli Stati membri debbano sempre agire prima dell'Unione in ogni settore
  4. Le direttive prevalgano sempre sui regolamenti in caso di conflitto

Il principio di proporzionalità limita il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione a quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi dei trattati. (Diritto UE — Principi (TUE art. 5))

18. La libertà di circolazione delle merci nel mercato interno dell'Unione europea comporta, tra l'altro, il divieto tra gli Stati membri di:

  1. Stipulare accordi commerciali con Stati terzi
  2. Applicare regole doganali comuni nei confronti dei Paesi extra-UE
  3. Restrizioni quantitative all'importazione e all'esportazione e di misure di effetto equivalente
  4. Armonizzare le norme tecniche sui prodotti

Gli artt. 34-35 TFUE vietano tra gli Stati membri le restrizioni quantitative agli scambi e le misure di effetto equivalente. (Diritto UE — Principi, libertà di circolazione (TFUE art. 34))

19. La presidenza del Consiglio dell'Unione europea (nelle sue formazioni diverse dal Consiglio Affari esteri) è esercitata:

  1. In modo permanente da un unico Stato membro designato a tempo indeterminato
  2. A rotazione semestrale tra gli Stati membri, secondo un ordine stabilito dal Consiglio europeo
  3. Dal Presidente della Commissione europea
  4. Dal Presidente del Consiglio europeo

Ai sensi dell'art. 16 TUE, la presidenza delle formazioni del Consiglio, salvo quella Affari esteri, è esercitata a rotazione semestrale dagli Stati membri. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 16))

20. Il Presidente del Consiglio europeo, secondo i trattati:

  1. Coincide sempre con il Capo di Stato o di Governo dello Stato titolare della presidenza semestrale del Consiglio dell'UE
  2. È nominato dal Parlamento europeo su proposta della Commissione
  3. Esercita anche le funzioni di Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza
  4. È eletto dal Consiglio europeo stesso a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una volta

L'art. 15 TUE prevede che il Presidente del Consiglio europeo sia eletto dal Consiglio europeo stesso a maggioranza qualificata per due anni e mezzo, rinnovabile una volta. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 15))

21. In base all'art. 17 TUE, la Commissione europea assicura la rappresentanza esterna dell'Unione:

  1. Con esclusione della politica estera e di sicurezza comune e degli altri casi previsti dai trattati
  2. In ogni materia, incluse la politica estera e di sicurezza comune
  3. Solo nelle materie di competenza esclusiva degli Stati membri
  4. Solo su delega del Consiglio d'Europa

L'art. 17 TUE affida alla Commissione la rappresentanza esterna dell'Unione, fatta salva la politica estera e di sicurezza comune e gli altri casi previsti dai trattati. (Diritto UE — Istituzioni (TUE art. 17))

22. Lo strumento con cui un giudice nazionale può, o in determinati casi deve, chiedere alla Corte di giustizia dell'Unione europea di pronunciarsi sull'interpretazione del diritto UE o sulla validità di un atto delle istituzioni, ai fini della decisione della causa dinanzi a esso pendente, è:

  1. Il ricorso per inadempimento
  2. Il ricorso di annullamento
  3. Il rinvio pregiudiziale
  4. Il ricorso in carenza

L'art. 267 TFUE disciplina il rinvio pregiudiziale, strumento di cooperazione tra giudici nazionali e Corte di giustizia sull'interpretazione o validità del diritto dell'Unione. (Diritto UE — Istituzioni (TFUE art. 267))

23. Il Trattato sull'Unione europea (TUE) e il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) costituiscono, nel sistema delle fonti del diritto dell'Unione:

  1. Atti di diritto derivato adottati dal Consiglio dell'Unione europea
  2. Il diritto primario, sul quale si fonda l'ordinamento dell'Unione
  3. Atti non vincolanti privi di efficacia giuridica
  4. Fonti gerarchicamente subordinate ai regolamenti

TUE e TFUE costituiscono il diritto primario dell'Unione, fonte fondativa da cui derivano gli atti di diritto derivato. (Diritto UE — Fonti (TUE/TFUE))

24. Quando un regolamento dell'Unione europea entra in vigore, esso:

  1. Necessita di un decreto legislativo di attuazione in ciascuno Stato membro per produrre effetti
  2. Vincola lo Stato membro solo quanto al risultato da raggiungere
  3. Produce effetti solo se recepito da una legge di ratifica parlamentare
  4. Si applica direttamente in ciascuno Stato membro senza necessità di un provvedimento nazionale di recepimento

In coerenza con l'art. 288 TFUE, il regolamento è direttamente applicabile in ciascuno Stato membro senza necessità di un atto nazionale di recepimento. (Diritto UE — Fonti (TFUE art. 288))

25. La sentenza della Corte di giustizia nella causa Costa contro ENEL (1964) è considerata una pronuncia fondativa in materia di:

  1. Primato del diritto dell'Unione sul diritto nazionale confliggente
  2. Competenza esclusiva della Corte dei conti in materia di bilancio
  3. Ripartizione delle competenze tra Consiglio europeo e Consiglio dell'UE
  4. Disciplina degli aiuti di Stato

Con la sentenza Costa/ENEL la Corte di giustizia ha affermato il primato del diritto comunitario, poi dell'Unione, sul diritto interno confliggente. (Diritto UE — Fonti (primato, giurisprudenza CGUE))

26. La libertà di circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione europea implica, tra l'altro, l'abolizione di qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità tra i lavoratori degli Stati membri per quanto riguarda:

  1. Il solo diritto di voto alle elezioni nazionali dello Stato ospitante
  2. L'accesso alla cittadinanza dello Stato ospitante
  3. L'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro
  4. La sola partecipazione a concorsi pubblici riservati ai cittadini dello Stato ospitante

L'art. 45 TFUE vieta ogni discriminazione fondata sulla nazionalità tra i lavoratori degli Stati membri riguardo a impiego, retribuzione e condizioni di lavoro. (Diritto UE — Principi, libertà di circolazione (TFUE art. 45))

27. Quale libertà fondamentale del mercato interno riguarda l'esercizio stabile e continuativo di un'attività economica in un altro Stato membro, distinguendosi dalla libera prestazione di servizi che ha invece carattere temporaneo?

  1. La libera circolazione dei capitali
  2. La libertà di stabilimento
  3. La libera circolazione delle merci
  4. La libera circolazione dei lavoratori subordinati

L'art. 49 TFUE disciplina la libertà di stabilimento come esercizio stabile di un'attività economica in un altro Stato membro, a differenza della libera prestazione di servizi, di natura temporanea (art. 56 TFUE). (Diritto UE — Principi, libertà di circolazione (TFUE art. 49))

28. La libertà di circolazione dei capitali, disciplinata dal TFUE, si distingue dalle altre libertà fondamentali del mercato interno perché, in linea di principio, si applica:

  1. Soltanto ai movimenti di capitali tra Stati membri dell'Unione
  2. Soltanto alle persone fisiche, con esclusione delle persone giuridiche
  3. Soltanto alle operazioni bancarie regolate dalla Banca centrale europea
  4. Anche ai movimenti di capitali tra Stati membri e Paesi terzi

L'art. 63 TFUE vieta le restrizioni ai movimenti di capitali non solo tra Stati membri, ma anche tra Stati membri e Paesi terzi, a differenza delle altre libertà fondamentali. (Diritto UE — Principi, libertà di circolazione (TFUE art. 63))

29. L'armonizzazione dell'imposta sul valore aggiunto tra gli Stati membri dell'Unione europea è stata realizzata principalmente attraverso lo strumento:

  1. Della direttiva, che vincola gli Stati membri quanto al risultato lasciando margini di recepimento
  2. Del regolamento, direttamente applicabile senza margini di adattamento nazionale
  3. Della raccomandazione, priva di efficacia vincolante
  4. Della decisione, rivolta ai singoli Stati membri individualmente designati

L'armonizzazione IVA si fonda su direttive, in particolare la direttiva 2006/112/CE, che vincolano gli Stati membri quanto al risultato lasciando margini di attuazione. (Diritto UE — Diritto tributario UE (TFUE art. 113; direttiva IVA))

30. L'armonizzazione delle legislazioni relative alle imposte sulla cifra d'affari, alle imposte di consumo e alle altre imposte indirette, nella misura necessaria ad assicurare l'instaurazione e il funzionamento del mercato interno, trova la propria base giuridica:

  1. Nell'art. 267 TFUE
  2. Nell'art. 45 TFUE
  3. Nell'art. 113 TFUE
  4. Nell'art. 15 TUE

L'art. 113 TFUE costituisce la base giuridica per l'armonizzazione delle imposte indirette, tra cui l'IVA, funzionale al mercato interno. (Diritto UE — Diritto tributario UE (TFUE art. 113))

31. Il divieto di aiuti di Stato previsto dal diritto dell'Unione europea riguarda, in linea di principio, le misure che:

  1. Impongono agli Stati membri l'obbligo di armonizzare le aliquote dell'imposta sul reddito delle società
  2. Favoriscono talune imprese o produzioni, falsando o minacciando di falsare la concorrenza e incidendo sugli scambi tra Stati membri
  3. Vietano agli Stati membri di concedere qualsiasi agevolazione fiscale, anche generale e non selettiva
  4. Si applicano soltanto alle imprese pubbliche, con esclusione di quelle private

Gli artt. 107-109 TFUE vietano, salvo deroghe, gli aiuti concessi dagli Stati che favoriscono selettivamente talune imprese falsando la concorrenza nel mercato interno. (Diritto UE — Diritto tributario UE (TFUE art. 107))

32. Il controllo sulla compatibilità degli aiuti di Stato con il mercato interno, incluso il potere di ordinare allo Stato membro il recupero di un aiuto illegittimamente concesso, spetta in via principale:

  1. Alla Corte dei conti europea
  2. Al Consiglio europeo
  3. Alla Banca centrale europea
  4. Alla Commissione europea

In base agli artt. 107-108 TFUE, la Commissione europea esercita il controllo sugli aiuti di Stato e può ordinarne il recupero se incompatibili con il mercato interno. (Diritto UE — Diritto tributario UE (TFUE art. 108))

33. Lo scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri dell'Unione europea, finalizzato a contrastare l'evasione e l'elusione fiscale transfrontaliera, è disciplinato principalmente da:

  1. Direttive dell'Unione in materia di cooperazione amministrativa fiscale
  2. Regolamenti direttamente applicabili adottati dalla Corte dei conti
  3. Raccomandazioni prive di efficacia vincolante della Banca centrale europea
  4. Accordi bilaterali stipulati esclusivamente al di fuori del quadro dell'Unione

La cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni fiscali tra Stati membri sono disciplinati da direttive dell'Unione in materia di cooperazione amministrativa fiscale. (Diritto UE — Diritto tributario UE (cooperazione amministrativa fiscale))

34. Le misure dell'Unione europea in materia di armonizzazione fiscale, adottate ai sensi dell'art. 113 TFUE, richiedono in Consiglio, secondo una procedura legislativa speciale:

  1. La maggioranza qualificata, secondo la procedura legislativa ordinaria
  2. La sola approvazione della Commissione, senza intervento del Consiglio
  3. La deliberazione all'unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo
  4. La maggioranza semplice dei membri del Consiglio europeo

L'art. 113 TFUE prevede che le misure di armonizzazione fiscale indiretta siano adottate dal Consiglio all'unanimità, secondo una procedura legislativa speciale, previa consultazione del Parlamento europeo. (Diritto UE — Diritto tributario UE (TFUE art. 113))

35. In materia di imposte dirette, quali le imposte sui redditi, a differenza di quanto avviene per l'IVA e le accise, la competenza dell'Unione europea:

  1. È piena ed esclusiva, analoga a quella prevista per l'IVA
  2. Non è stata attribuita in via generale dai trattati; gli interventi di ravvicinamento si fondano su basi giuridiche generali e restano circoscritti a specifici aspetti
  3. Spetta in via esclusiva alla Banca centrale europea
  4. È stata trasferita integralmente agli Stati membri con l'abrogazione dell'art. 113 TFUE

I trattati non attribuiscono all'Unione una competenza generale in materia di imposte dirette; gli interventi di armonizzazione in questo campo sono più limitati e si fondano su basi giuridiche generali, restando la fiscalità diretta prevalentemente di competenza statale. (Diritto UE — Diritto tributario UE (competenze fiscali))

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