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📚 Diritto civile

Diritto civile per il concorso Agenzia delle Entrate

Il diritto civile è una delle materie centrali della prova scritta unica del concorso per Funzionario giuridico-tributario dell'Agenzia delle Entrate, insieme a diritto tributario, contabilità e diritto commerciale/societario. Il programma ruota attorno al codice civile e copre cinque grandi aree: i soggetti, i diritti reali, le obbligazioni, il contratto e la responsabilità civile, con cenni a famiglia e successioni.

Soggetti

La persona fisica acquista la capacità giuridica dalla nascita (art. 1 c.c.) e la capacità di agire al compimento della maggiore età (art. 2 c.c.). Il sistema prevede istituti di protezione degli incapaci: interdizione (art. 414), inabilitazione (art. 415), amministrazione di sostegno (art. 404) e incapacità naturale (art. 428). Le persone giuridiche (associazioni, fondazioni) si distinguono per il grado di autonomia patrimoniale rispetto ai soci o fondatori.

Diritti reali

La proprietà (art. 832 c.c.) è il diritto di godere e disporre pienamente di un bene nei limiti dell'ordinamento. Il possesso (art. 1140) va tenuto distinto dalla detenzione, e può condurre all'usucapione (ordinaria ventennale, art. 1158, o abbreviata decennale, art. 1159). Accanto alla proprietà operano diritti reali minori: usufrutto, uso, abitazione, servitù prediali, superficie, disciplinati da regole proprie su costituzione, durata e cedibilità.

Obbligazioni

L'obbligazione nasce da contratto, fatto illecito o altro atto o fatto idoneo (art. 1173 c.c.). Il debitore inadempiente risponde salvo provi l'impossibilità della prestazione per causa a lui non imputabile (art. 1218). Il patrimonio del debitore garantisce il credito (art. 2740), con privilegi, pegno e ipoteca quali cause legittime di prelazione. Le obbligazioni si estinguono, oltre che con l'adempimento, per compensazione, novazione, remissione, confusione e impossibilità sopravvenuta.

Contratto

Il contratto (art. 1321 c.c.) richiede accordo, causa, oggetto e forma (art. 1325). È fondamentale distinguere la nullità (art. 1418, vizio grave e insanabile, azionabile da chiunque) dall'annullabilità (art. 1425, vizio relativo a incapacità o vizi del consenso, azionabile solo dalla parte protetta), nonché la rescissione (squilibrio genetico per lesione o stato di pericolo) dalla risoluzione (evento sopravvenuto: inadempimento, impossibilità, eccessiva onerosità).

Responsabilità civile e cenni di famiglia

Il fatto illecito (art. 2043 c.c.) obbliga al risarcimento chi cagiona danno ingiusto con dolo o colpa; accanto alla regola generale operano ipotesi speciali di responsabilità oggettiva o aggravata (artt. 2047-2054). Il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni (art. 2947), termine da tenere distinto dalla decadenza. Completano il quadro i cenni su regime patrimoniale della famiglia e successioni (legittima, testamentaria, necessaria), rilevanti anche ai fini della fiscalità del passaggio generazionale.

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Preguntas de muestra (35)

1. Ai sensi dell'articolo 1 del codice civile, in quale momento la persona fisica acquista la capacità giuridica?

  1. Al momento del concepimento
  2. Al compimento della maggiore età
  3. Al momento dell'iscrizione anagrafica
  4. Al momento della nascita

L'art. 1 c.c. stabilisce che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 1))

2. A norma dell'articolo 2 del codice civile, a quale età si acquista la capacità di agire, ossia l'idoneità a compiere validamente atti giuridici?

  1. Al compimento del ventunesimo anno di età
  2. Al momento della nascita
  3. Al compimento del diciottesimo anno di età
  4. Al compimento del sedicesimo anno di età

L'art. 2 c.c. fissa la maggiore età, e con essa la capacità di agire, al compimento del diciottesimo anno. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 2))

3. Un neonato riceve in eredità un immobile dallo zio deceduto. Chi compie gli atti di amministrazione del bene per suo conto, dato che il neonato ha capacità giuridica ma non capacità di agire?

  1. Il neonato stesso, tramite un tutore nominato dal giudice tutelare
  2. Nessuno, l'acquisto resta sospeso fino alla maggiore età
  3. Il notaio che ha rogato l'atto di successione
  4. Il legale rappresentante, di regola i genitori esercenti la responsabilità genitoriale

Il neonato ha capacità giuridica dalla nascita ma, mancando la capacità di agire, gli atti relativi al suo patrimonio sono compiuti dai genitori quali esercenti la responsabilità genitoriale. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 1-2))

4. Secondo l'articolo 1, secondo comma, del codice civile, i diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati a quale evento?

  1. Al raggiungimento della maggiore età
  2. Al riconoscimento da parte di entrambi i genitori
  3. All'evento della nascita
  4. Alla dichiarazione di nascita all'ufficiale di stato civile

L'art. 1, comma 2, c.c. subordina i diritti riconosciuti al concepito all'evento della nascita. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 1))

5. Presupposto per la pronuncia di interdizione, ai sensi dell'articolo 414 del codice civile, è che il maggiore di età si trovi in quale condizione?

  1. Una condizione di prodigalità che espone sé o la famiglia a grave pregiudizio economico
  2. Una infermità fisica permanente che gli impedisce di compiere atti materiali
  3. Una condanna penale definitiva a pena detentiva superiore a cinque anni
  4. Abituale infermità di mente che lo rende incapace di provvedere ai propri interessi

L'art. 414 c.c. prevede l'interdizione per il maggiore di età in condizione di abituale infermità di mente, tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 414))

6. Rispetto all'interdizione, l'inabilitazione disciplinata dall'articolo 415 del codice civile si caratterizza per quale elemento distintivo?

  1. Comporta l'incapacità assoluta di compiere qualsiasi atto giuridico, al pari dell'interdetto
  2. Priva il soggetto della capacità giuridica oltre che di quella di agire
  3. Può essere pronunciata solo nei confronti di persone minori di età
  4. Riguarda un'infermità di mente non talmente grave da far luogo all'interdizione, oppure ipotesi come prodigalità, abuso di alcolici o stupefacenti

L'inabilitazione si applica a infermità di mente non talmente grave da richiedere l'interdizione, oppure a prodigalità, abuso di alcool o stupefacenti; l'inabilitato conserva una capacità di agire limitata, necessitando dell'assistenza del curatore per gli atti di straordinaria amministrazione. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 415))

7. Rispetto all'interdizione, l'amministrazione di sostegno introdotta dalla legge 6/2004 si distingue principalmente perché:

  1. Può essere disposta solo per persone affette da infermità fisica e non psichica
  2. Comporta sempre la perdita totale della capacità di agire, come l'interdizione
  3. È uno strumento flessibile, modulato dal giudice sulle specifiche esigenze del beneficiario, con la minor limitazione possibile della sua capacità di agire
  4. Sostituisce integralmente il regime della responsabilità genitoriale sui minori

L'amministrazione di sostegno, disciplinata dagli artt. 404 ss. c.c., è concepita come misura di protezione flessibile e proporzionata, che limita la capacità di agire del beneficiario solo per gli atti indicati dal giudice tutelare, a differenza della più incisiva interdizione. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 404))

8. Tizio, in un momento di incapacità naturale non ancora interdetto né inabilitato, vende il proprio orologio a Caio, il quale era consapevole dello stato di Tizio e ha approfittato della situazione. Ai sensi dell'articolo 428 del codice civile, quale rimedio è esperibile?

  1. La nullità del contratto per illiceità della causa
  2. Nessun rimedio, poiché l'incapacità naturale non interdetta è irrilevante
  3. L'annullamento del contratto, provando l'incapacità di intendere o di volere e il grave pregiudizio derivatone, tenuto conto anche della malafede dell'altro contraente
  4. La rescissione del contratto per stato di bisogno

L'art. 428 c.c. consente l'annullamento degli atti compiuti da persona incapace di intendere o di volere quando ne risulti un grave pregiudizio, tenendo conto anche della malafede dell'altro contraente. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 428))

9. Secondo l'articolo 43, primo comma, del codice civile, come si definisce il domicilio di una persona?

  1. Il luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi
  2. Il luogo di nascita risultante dall'atto di stato civile
  3. Il luogo in cui essa dimora abitualmente
  4. Il luogo in cui è iscritta nelle liste elettorali

L'art. 43, comma 1, c.c. definisce il domicilio come la sede principale degli affari e interessi della persona, distinguendolo dalla residenza. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 43))

10. Ai sensi dell'articolo 43, secondo comma, del codice civile, la residenza di una persona coincide con:

  1. Il luogo di celebrazione del matrimonio
  2. Il luogo di ultima elezione di domicilio speciale per un determinato atto
  3. Il luogo in cui essa ha la dimora abituale
  4. Il luogo in cui essa ha la sede principale dei propri affari e interessi

L'art. 43, comma 2, c.c. individua la residenza nel luogo di dimora abituale della persona. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 43))

11. Nelle associazioni non riconosciute, disciplinate dall'articolo 38 del codice civile, delle obbligazioni assunte per conto dell'associazione risponde, oltre al fondo comune, anche:

  1. Nessuno oltre il fondo comune, data l'autonomia patrimoniale perfetta
  2. Solo il presidente dell'associazione, in via esclusiva
  3. Ciascun associato in proporzione alla propria quota di partecipazione
  4. Personalmente e solidalmente chi ha agito in nome e per conto dell'associazione

L'art. 38 c.c. prevede, per le associazioni non riconosciute (autonomia patrimoniale imperfetta), la responsabilità personale e solidale di chi ha agito in nome e per conto dell'associazione, oltre al fondo comune. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 38))

12. Quale elemento caratterizza tipicamente la fondazione rispetto all'associazione, secondo la disciplina del codice civile?

  1. L'automatica autonomia patrimoniale imperfetta
  2. L'assenza di qualsiasi atto costitutivo formale
  3. La presenza di una pluralità di soci che deliberano in assemblea come organo sovrano
  4. Un patrimonio destinato in modo stabile al perseguimento di uno scopo, prevalente sull'elemento personale

Nella fondazione prevale l'elemento patrimoniale, destinato stabilmente al perseguimento di uno scopo, mentre nell'associazione prevale l'elemento personale degli associati riuniti in assemblea. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 14))

13. L'articolo 832 del codice civile definisce il diritto di proprietà come il diritto di:

  1. Trarre dalla cosa tutte le utilità che essa è idonea a produrre, salva la restituzione al termine del rapporto
  2. Godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica
  3. Godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi stabiliti dall'ordinamento giuridico
  4. Utilizzare la cosa altrui limitatamente ai bisogni propri e della famiglia

L'art. 832 c.c. definisce la proprietà come diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti dell'ordinamento. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 832))

14. Tizio, proprietario di un fondo confinante con quello di Caio, costruisce un alto muro privo di qualunque utilità per sé, con il solo scopo di togliere luce e vista al vicino. Quale disposizione del codice civile è violata?

  1. Le norme sull'usucapione dell'articolo 1158 c.c.
  2. La disciplina della comunione dell'articolo 1100 c.c.
  3. La disciplina delle servitù coattive dell'articolo 1051 c.c.
  4. Il divieto di atti emulativi dell'articolo 833 c.c.

L'art. 833 c.c. vieta gli atti emulativi, cioè quegli atti che non hanno altro scopo che nuocere o recare molestia ad altri, senza utilità per il proprietario che li compie. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 833))

15. Ai sensi dell'articolo 1140 del codice civile, il possesso è definito come:

  1. Il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale
  2. La mera disponibilità materiale di una cosa, riconoscendo l'altruità del diritto
  3. Il diritto di ottenere la restituzione della cosa da chi la detiene senza titolo
  4. Il diritto di godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica

L'art. 1140, comma 1, c.c. definisce il possesso come potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))

16. In cosa si distingue la detenzione dal possesso, secondo l'articolo 1140, secondo comma, del codice civile?

  1. Solo il possesso può riguardare beni immobili, mentre la detenzione riguarda solo beni mobili
  2. Il detentore ha la disponibilità della cosa ma la esercita riconoscendo l'altruità del diritto, mentre il possessore si comporta come titolare del diritto
  3. La detenzione è sempre di mala fede, mentre il possesso è sempre di buona fede
  4. Il detentore, a differenza del possessore, non ha mai la disponibilità materiale della cosa

L'art. 1140, comma 2, c.c. qualifica come detenzione la situazione di chi ha la disponibilità della cosa ma esercita il potere riconoscendo l'altruità del diritto, a differenza del possessore che si comporta come titolare. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))

17. Tizio conduce in locazione un appartamento di proprietà di Caio. Dal punto di vista del rapporto con l'immobile, la posizione di Tizio va qualificata come:

  1. Possesso, poiché egli esercita un potere di fatto assimilabile alla proprietà
  2. Possesso ad usucapionem, potenzialmente idoneo a fargli acquistare la proprietà
  3. Possesso di mala fede, in quanto priva di titolo idoneo
  4. Detenzione, poiché egli riconosce l'altruità del diritto di proprietà in capo a Caio

Il conduttore detiene l'immobile riconoscendo il diritto di proprietà del locatore: si tratta quindi di detenzione e non di possesso utile ai fini dell'usucapione. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))

18. Il principio 'possesso vale titolo', sancito dall'articolo 1153 del codice civile, consente a chi acquista in buona fede un bene mobile da chi non ne è proprietario di:

  1. Ottenere solo un diritto di credito al risarcimento nei confronti dell'alienante
  2. Diventare automaticamente usufruttuario del bene
  3. Acquistarne la proprietà, in presenza di un titolo idoneo al trasferimento e del possesso conseguito
  4. Acquistare la proprietà indipendentemente dalla buona fede e dal titolo

L'art. 1153 c.c. tutela l'acquirente in buona fede di beni mobili, che consegue la proprietà in forza del possesso conseguito, purché sussista un titolo astrattamente idoneo al trasferimento. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1153))

19. L'usucapione ordinaria di beni immobili, disciplinata dall'articolo 1158 del codice civile, richiede un possesso continuato, pacifico e pubblico per quanti anni?

  1. Trenta anni
  2. Cinque anni
  3. Dieci anni
  4. Venti anni

L'art. 1158 c.c. prevede l'usucapione ordinaria della proprietà immobiliare a seguito di possesso continuato per venti anni. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1158))

20. L'usucapione abbreviata di beni immobili, prevista dall'articolo 1159 del codice civile, riduce a dieci anni il termine per usucapire quando ricorrono quali condizioni?

  1. Acquisto in buona fede in forza di un titolo idoneo a trasferire la proprietà, debitamente trascritto
  2. Semplice possesso continuato, senza necessità di alcun titolo
  3. Possesso di mala fede accompagnato da un titolo nullo
  4. Possesso esercitato per conto altrui in forza di un contratto di locazione

L'art. 1159 c.c. abbrevia a dieci anni il termine di usucapione quando il possesso si fonda su un titolo astrattamente idoneo al trasferimento, trascritto, e sulla buona fede dell'acquirente. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1159))

21. Tizio possiede in buona fede un immobile da otto anni, in forza di un atto di compravendita nullo ma trascritto, ricevuto da chi non ne era proprietario. Quale disciplina dell'usucapione può maturare a suo favore e in che termine?

  1. L'usucapione abbreviata dell'articolo 1159 c.c., decorsi dieci anni dalla trascrizione del titolo
  2. Nessuna usucapione, poiché la nullità del titolo impedisce qualsiasi acquisto per possesso
  3. L'usucapione abbreviata, ma con termine di cinque anni trattandosi di prima casa
  4. L'usucapione ordinaria dell'articolo 1158 c.c., decorsi venti anni, indipendentemente dal titolo

Ricorrendo un titolo astrattamente idoneo al trasferimento, la trascrizione e la buona fede dell'acquirente, si applica l'usucapione abbreviata decennale dell'art. 1159 c.c., anche se il titolo è in concreto invalido. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1159))

22. L'azione di reintegrazione (o di spoglio), disciplinata dall'articolo 1168 del codice civile, tutela il possessore che ha subito:

  1. Uno spoglio violento o clandestino del possesso
  2. Un inadempimento contrattuale del locatore
  3. La contestazione giudiziale del proprio titolo di proprietà
  4. Una semplice turbativa non violenta del godimento del bene

L'art. 1168 c.c. accorda l'azione di reintegrazione a chi sia stato violentemente od occultamente spogliato del possesso, per ottenere la restituzione del bene. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1168))

23. L'azione di manutenzione, prevista dall'articolo 1170 del codice civile, spetta al possessore che sia stato:

  1. Privato con violenza o clandestinità del possesso di un bene mobile
  2. Privato della sola detenzione del bene, senza mai averne avuto il possesso
  3. Spogliato del possesso da meno di un anno da chi vanta un titolo di proprietà
  4. Molestato nel possesso di un bene immobile, di un'universalità di mobili o di un diritto reale su un immobile

L'art. 1170 c.c. tutela con l'azione di manutenzione il possessore di un immobile, di un'universalità di mobili o di un diritto reale immobiliare, molestato nel possesso da oltre un anno. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1170))

24. Il diritto di usufrutto, disciplinato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile, attribuisce all'usufruttuario il potere di:

  1. Utilizzare la cosa altrui nei soli limiti dei bisogni propri e della propria famiglia
  2. Costituire sulla cosa altrui una servitù a proprio vantaggio
  3. Godere della cosa altrui, traendone ogni utilità, con l'obbligo di rispettarne la destinazione economica e di restituirla al termine del diritto
  4. Disporre liberamente della cosa altrui, anche alienandola definitivamente

L'usufrutto (artt. 978 ss. c.c.) è il diritto reale di godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica, con obbligo di restituzione al termine del rapporto. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 981))

25. Quando l'usufrutto è costituito a favore di una persona giuridica, l'articolo 979 del codice civile ne limita la durata a un massimo di:

  1. Novantanove anni
  2. Trenta anni
  3. Venti anni
  4. La durata è illimitata, come per le persone fisiche

L'art. 979, comma 2, c.c. stabilisce che l'usufrutto costituito a favore di una persona giuridica non può eccedere la durata di trenta anni. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 979))

26. A differenza dei diritti di uso e di abitazione, il diritto di usufrutto, salvo che il titolo disponga diversamente, può essere:

  1. Solo esercitato personalmente dall'usufruttuario, senza possibilità di cessione
  2. Costituito esclusivamente a titolo gratuito
  3. Ceduto dall'usufruttuario a terzi per tutta la sua durata, ai sensi dell'articolo 980 c.c.
  4. Trasferito solo per successione mortis causa

L'art. 980 c.c. consente all'usufruttuario di cedere il proprio diritto, salvo divieto del titolo costitutivo; i diritti di uso e abitazione, invece, sono strettamente personali e non cedibili. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 980))

27. I diritti reali di uso e di abitazione, disciplinati dagli articoli 1021-1026 del codice civile, si caratterizzano principalmente per essere:

  1. Diritti che si estinguono automaticamente al compimento di trent'anni, come l'usufrutto di persona giuridica
  2. Diritti di natura obbligatoria e non reale
  3. Diritti pienamente cedibili a terzi, al pari dell'usufrutto
  4. Diritti strettamente personali, non cedibili né suscettibili di essere dati in locazione dal titolare

Uso e abitazione sono diritti reali limitati al soddisfacimento dei bisogni del titolare e della sua famiglia, non cedibili né locabili, a differenza dell'usufrutto. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1021))

28. Tizio, titolare del diritto di usufrutto su un appartamento, lo concede in locazione a Caio per trarne un canone. Mevio, titolare invece del solo diritto di abitazione su un altro immobile, vorrebbe fare lo stesso. È corretto affermare che:

  1. Sia Tizio sia Mevio possono legittimamente locare l'immobile a terzi
  2. Solo Mevio può locare l'immobile, mentre l'usufruttuario Tizio ne è privo del potere
  3. Tizio può legittimamente farlo, mentre Mevio non può locare l'immobile, essendo il diritto di abitazione strettamente personale
  4. Né Tizio né Mevio possono locare l'immobile, trattandosi in entrambi i casi di diritti non cedibili

L'usufruttuario può dare in locazione il bene (artt. 981 e 999 c.c.), mentre il titolare del diritto di abitazione non può cedere né locare il proprio diritto, essendo destinato ai soli bisogni personali e familiari (art. 1022 c.c.). (Diritto civile — Diritti reali (c.c. artt. 980, 1022))

29. La servitù prediale, definita dall'articolo 1027 del codice civile, consiste in:

  1. Un diritto reale di garanzia costituito su beni immobili
  2. Un diritto di godimento su un fondo altrui a esclusivo vantaggio della persona del titolare
  3. Un peso imposto sopra un fondo (servente) per l'utilità di un altro fondo (dominante), appartenente a diverso proprietario
  4. Un obbligo personale del proprietario del fondo servente nei confronti del titolare del fondo dominante

L'art. 1027 c.c. definisce la servitù prediale come peso imposto su un fondo (servente) per l'utilità di un altro fondo (dominante) appartenente a un diverso proprietario. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1027))

30. Le servitù prediali possono costituirsi, oltre che per contratto e per usucapione, anche per destinazione del padre di famiglia. Tale modalità, disciplinata dall'articolo 1062 del codice civile, presuppone che:

  1. Due fondi, già appartenuti allo stesso proprietario e posti in una situazione di fatto integrante servitù, siano separati senza che nulla sia disposto sulla servitù stessa
  2. Il proprietario di un fondo intercluso ottenga coattivamente il passaggio sul fondo vicino
  3. Il fondo dominante e quello servente restino sempre in comunione indivisa
  4. La servitù sia costituita esclusivamente per testamento

L'art. 1062 c.c. disciplina la destinazione del padre di famiglia: quando due fondi appartenenti allo stesso proprietario sono posti in una situazione di fatto tale da costituire una servitù, la loro separazione, senza diversa previsione, dà luogo a servitù. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1062))

31. Il fondo di Tizio è intercluso, cioè privo di accesso alla via pubblica. Quale strumento gli consente di ottenere, anche contro la volontà del vicino, il passaggio sul fondo confinante?

  1. Il diritto di abitazione sul fondo del vicino
  2. La servitù coattiva di passaggio, disciplinata dall'articolo 1051 del codice civile
  3. La rescissione del contratto di vendita del proprio fondo
  4. L'usucapione decennale del diritto di passaggio

L'art. 1051 c.c. attribuisce al proprietario del fondo intercluso il diritto di ottenere, dietro indennità, la costituzione coattiva di una servitù di passaggio sul fondo vicino. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1051))

32. L'articolo 922 del codice civile indica, tra i modi di acquisto della proprietà, oltre al contratto e alla successione a causa di morte, anche:

  1. L'occupazione, l'accessione, la specificazione, l'unione o commistione e l'usucapione
  2. Solo la trascrizione nei registri immobiliari
  3. Esclusivamente la donazione e il testamento
  4. Solo la locazione e il comodato

L'art. 922 c.c. elenca, tra i modi di acquisto della proprietà, occupazione, invenzione, accessione, specificazione, unione o commistione, usucapione, oltre a contratto e successione mortis causa. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 922))

33. Tizio, senza alcun titolo, costruisce un fabbricato su un suolo di proprietà di Caio, impiegando materiali propri. In applicazione del principio dell'accessione (art. 934 c.c.), a chi appartiene di regola la costruzione realizzata?

  1. A Caio, quale proprietario del suolo, salve le eccezioni previste dalla legge
  2. A Tizio, quale autore materiale della costruzione
  3. In comunione tra Tizio e Caio in parti uguali
  4. A nessuno dei due, fino a diversa pattuizione contrattuale

L'art. 934 c.c. stabilisce il principio per cui qualunque costruzione esistente sopra il suolo appartiene al proprietario del suolo stesso, salvo quanto disposto dagli articoli seguenti e salvo diverso titolo. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 934))

34. La trascrizione degli atti relativi a beni immobili, disciplinata dall'articolo 2643 del codice civile, svolge di regola una funzione di pubblicità:

  1. Costitutiva del diritto reale trasferito, in ogni caso
  2. Sanante di eventuali vizi di nullità dell'atto trascritto
  3. Dichiarativa, cioè di risoluzione dei conflitti tra più aventi causa dallo stesso autore
  4. Meramente notiziale, priva di qualsiasi effetto giuridico

La trascrizione ha, di regola, funzione di pubblicità dichiarativa: non è condizione di validità dell'atto ma serve a risolvere i conflitti tra più acquirenti dallo stesso dante causa. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 2643))

35. Tizio vende lo stesso immobile prima a Caio, poi a Mevio. Mevio trascrive il proprio atto d'acquisto per primo, pur avendo acquistato successivamente a Caio, che non ha ancora trascritto. Chi prevale, ai sensi dell'articolo 2644 del codice civile?

  1. Caio, poiché il suo acquisto è cronologicamente anteriore
  2. Nessuno dei due, essendo la seconda vendita nulla per difetto di titolarità del venditore
  3. Mevio, poiché ha trascritto per primo, indipendentemente dalla priorità cronologica dell'acquisto
  4. Caio e Mevio acquistano la proprietà pro quota in comunione

L'art. 2644 c.c. attribuisce prevalenza a chi trascrive per primo il proprio titolo, anche se il suo acquisto è cronologicamente successivo a quello non trascritto di un altro avente causa dallo stesso dante causa. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 2644))

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