Il diritto civile è una delle materie centrali della prova scritta unica del concorso per Funzionario giuridico-tributario dell'Agenzia delle Entrate, insieme a diritto tributario, contabilità e diritto commerciale/societario. Il programma ruota attorno al codice civile e copre cinque grandi aree: i soggetti, i diritti reali, le obbligazioni, il contratto e la responsabilità civile, con cenni a famiglia e successioni.
La persona fisica acquista la capacità giuridica dalla nascita (art. 1 c.c.) e la capacità di agire al compimento della maggiore età (art. 2 c.c.). Il sistema prevede istituti di protezione degli incapaci: interdizione (art. 414), inabilitazione (art. 415), amministrazione di sostegno (art. 404) e incapacità naturale (art. 428). Le persone giuridiche (associazioni, fondazioni) si distinguono per il grado di autonomia patrimoniale rispetto ai soci o fondatori.
La proprietà (art. 832 c.c.) è il diritto di godere e disporre pienamente di un bene nei limiti dell'ordinamento. Il possesso (art. 1140) va tenuto distinto dalla detenzione, e può condurre all'usucapione (ordinaria ventennale, art. 1158, o abbreviata decennale, art. 1159). Accanto alla proprietà operano diritti reali minori: usufrutto, uso, abitazione, servitù prediali, superficie, disciplinati da regole proprie su costituzione, durata e cedibilità.
L'obbligazione nasce da contratto, fatto illecito o altro atto o fatto idoneo (art. 1173 c.c.). Il debitore inadempiente risponde salvo provi l'impossibilità della prestazione per causa a lui non imputabile (art. 1218). Il patrimonio del debitore garantisce il credito (art. 2740), con privilegi, pegno e ipoteca quali cause legittime di prelazione. Le obbligazioni si estinguono, oltre che con l'adempimento, per compensazione, novazione, remissione, confusione e impossibilità sopravvenuta.
Il contratto (art. 1321 c.c.) richiede accordo, causa, oggetto e forma (art. 1325). È fondamentale distinguere la nullità (art. 1418, vizio grave e insanabile, azionabile da chiunque) dall'annullabilità (art. 1425, vizio relativo a incapacità o vizi del consenso, azionabile solo dalla parte protetta), nonché la rescissione (squilibrio genetico per lesione o stato di pericolo) dalla risoluzione (evento sopravvenuto: inadempimento, impossibilità, eccessiva onerosità).
Il fatto illecito (art. 2043 c.c.) obbliga al risarcimento chi cagiona danno ingiusto con dolo o colpa; accanto alla regola generale operano ipotesi speciali di responsabilità oggettiva o aggravata (artt. 2047-2054). Il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni (art. 2947), termine da tenere distinto dalla decadenza. Completano il quadro i cenni su regime patrimoniale della famiglia e successioni (legittima, testamentaria, necessaria), rilevanti anche ai fini della fiscalità del passaggio generazionale.
1. Ai sensi dell'articolo 1 del codice civile, in quale momento la persona fisica acquista la capacità giuridica?
L'art. 1 c.c. stabilisce che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 1))
2. A norma dell'articolo 2 del codice civile, a quale età si acquista la capacità di agire, ossia l'idoneità a compiere validamente atti giuridici?
L'art. 2 c.c. fissa la maggiore età, e con essa la capacità di agire, al compimento del diciottesimo anno. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 2))
3. Un neonato riceve in eredità un immobile dallo zio deceduto. Chi compie gli atti di amministrazione del bene per suo conto, dato che il neonato ha capacità giuridica ma non capacità di agire?
Il neonato ha capacità giuridica dalla nascita ma, mancando la capacità di agire, gli atti relativi al suo patrimonio sono compiuti dai genitori quali esercenti la responsabilità genitoriale. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. artt. 1-2))
4. Secondo l'articolo 1, secondo comma, del codice civile, i diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati a quale evento?
L'art. 1, comma 2, c.c. subordina i diritti riconosciuti al concepito all'evento della nascita. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 1))
5. Presupposto per la pronuncia di interdizione, ai sensi dell'articolo 414 del codice civile, è che il maggiore di età si trovi in quale condizione?
L'art. 414 c.c. prevede l'interdizione per il maggiore di età in condizione di abituale infermità di mente, tale da renderlo incapace di provvedere ai propri interessi. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 414))
6. Rispetto all'interdizione, l'inabilitazione disciplinata dall'articolo 415 del codice civile si caratterizza per quale elemento distintivo?
L'inabilitazione si applica a infermità di mente non talmente grave da richiedere l'interdizione, oppure a prodigalità, abuso di alcool o stupefacenti; l'inabilitato conserva una capacità di agire limitata, necessitando dell'assistenza del curatore per gli atti di straordinaria amministrazione. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 415))
7. Rispetto all'interdizione, l'amministrazione di sostegno introdotta dalla legge 6/2004 si distingue principalmente perché:
L'amministrazione di sostegno, disciplinata dagli artt. 404 ss. c.c., è concepita come misura di protezione flessibile e proporzionata, che limita la capacità di agire del beneficiario solo per gli atti indicati dal giudice tutelare, a differenza della più incisiva interdizione. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 404))
8. Tizio, in un momento di incapacità naturale non ancora interdetto né inabilitato, vende il proprio orologio a Caio, il quale era consapevole dello stato di Tizio e ha approfittato della situazione. Ai sensi dell'articolo 428 del codice civile, quale rimedio è esperibile?
L'art. 428 c.c. consente l'annullamento degli atti compiuti da persona incapace di intendere o di volere quando ne risulti un grave pregiudizio, tenendo conto anche della malafede dell'altro contraente. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 428))
9. Secondo l'articolo 43, primo comma, del codice civile, come si definisce il domicilio di una persona?
L'art. 43, comma 1, c.c. definisce il domicilio come la sede principale degli affari e interessi della persona, distinguendolo dalla residenza. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 43))
10. Ai sensi dell'articolo 43, secondo comma, del codice civile, la residenza di una persona coincide con:
L'art. 43, comma 2, c.c. individua la residenza nel luogo di dimora abituale della persona. (Diritto civile — Persone fisiche (c.c. art. 43))
11. Nelle associazioni non riconosciute, disciplinate dall'articolo 38 del codice civile, delle obbligazioni assunte per conto dell'associazione risponde, oltre al fondo comune, anche:
L'art. 38 c.c. prevede, per le associazioni non riconosciute (autonomia patrimoniale imperfetta), la responsabilità personale e solidale di chi ha agito in nome e per conto dell'associazione, oltre al fondo comune. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 38))
12. Quale elemento caratterizza tipicamente la fondazione rispetto all'associazione, secondo la disciplina del codice civile?
Nella fondazione prevale l'elemento patrimoniale, destinato stabilmente al perseguimento di uno scopo, mentre nell'associazione prevale l'elemento personale degli associati riuniti in assemblea. (Diritto civile — Persone giuridiche (c.c. art. 14))
13. L'articolo 832 del codice civile definisce il diritto di proprietà come il diritto di:
L'art. 832 c.c. definisce la proprietà come diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, nei limiti dell'ordinamento. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 832))
14. Tizio, proprietario di un fondo confinante con quello di Caio, costruisce un alto muro privo di qualunque utilità per sé, con il solo scopo di togliere luce e vista al vicino. Quale disposizione del codice civile è violata?
L'art. 833 c.c. vieta gli atti emulativi, cioè quegli atti che non hanno altro scopo che nuocere o recare molestia ad altri, senza utilità per il proprietario che li compie. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 833))
15. Ai sensi dell'articolo 1140 del codice civile, il possesso è definito come:
L'art. 1140, comma 1, c.c. definisce il possesso come potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))
16. In cosa si distingue la detenzione dal possesso, secondo l'articolo 1140, secondo comma, del codice civile?
L'art. 1140, comma 2, c.c. qualifica come detenzione la situazione di chi ha la disponibilità della cosa ma esercita il potere riconoscendo l'altruità del diritto, a differenza del possessore che si comporta come titolare. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))
17. Tizio conduce in locazione un appartamento di proprietà di Caio. Dal punto di vista del rapporto con l'immobile, la posizione di Tizio va qualificata come:
Il conduttore detiene l'immobile riconoscendo il diritto di proprietà del locatore: si tratta quindi di detenzione e non di possesso utile ai fini dell'usucapione. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1140))
18. Il principio 'possesso vale titolo', sancito dall'articolo 1153 del codice civile, consente a chi acquista in buona fede un bene mobile da chi non ne è proprietario di:
L'art. 1153 c.c. tutela l'acquirente in buona fede di beni mobili, che consegue la proprietà in forza del possesso conseguito, purché sussista un titolo astrattamente idoneo al trasferimento. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1153))
19. L'usucapione ordinaria di beni immobili, disciplinata dall'articolo 1158 del codice civile, richiede un possesso continuato, pacifico e pubblico per quanti anni?
L'art. 1158 c.c. prevede l'usucapione ordinaria della proprietà immobiliare a seguito di possesso continuato per venti anni. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1158))
20. L'usucapione abbreviata di beni immobili, prevista dall'articolo 1159 del codice civile, riduce a dieci anni il termine per usucapire quando ricorrono quali condizioni?
L'art. 1159 c.c. abbrevia a dieci anni il termine di usucapione quando il possesso si fonda su un titolo astrattamente idoneo al trasferimento, trascritto, e sulla buona fede dell'acquirente. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1159))
21. Tizio possiede in buona fede un immobile da otto anni, in forza di un atto di compravendita nullo ma trascritto, ricevuto da chi non ne era proprietario. Quale disciplina dell'usucapione può maturare a suo favore e in che termine?
Ricorrendo un titolo astrattamente idoneo al trasferimento, la trascrizione e la buona fede dell'acquirente, si applica l'usucapione abbreviata decennale dell'art. 1159 c.c., anche se il titolo è in concreto invalido. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1159))
22. L'azione di reintegrazione (o di spoglio), disciplinata dall'articolo 1168 del codice civile, tutela il possessore che ha subito:
L'art. 1168 c.c. accorda l'azione di reintegrazione a chi sia stato violentemente od occultamente spogliato del possesso, per ottenere la restituzione del bene. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1168))
23. L'azione di manutenzione, prevista dall'articolo 1170 del codice civile, spetta al possessore che sia stato:
L'art. 1170 c.c. tutela con l'azione di manutenzione il possessore di un immobile, di un'universalità di mobili o di un diritto reale immobiliare, molestato nel possesso da oltre un anno. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1170))
24. Il diritto di usufrutto, disciplinato dagli articoli 978 e seguenti del codice civile, attribuisce all'usufruttuario il potere di:
L'usufrutto (artt. 978 ss. c.c.) è il diritto reale di godere della cosa altrui rispettandone la destinazione economica, con obbligo di restituzione al termine del rapporto. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 981))
25. Quando l'usufrutto è costituito a favore di una persona giuridica, l'articolo 979 del codice civile ne limita la durata a un massimo di:
L'art. 979, comma 2, c.c. stabilisce che l'usufrutto costituito a favore di una persona giuridica non può eccedere la durata di trenta anni. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 979))
26. A differenza dei diritti di uso e di abitazione, il diritto di usufrutto, salvo che il titolo disponga diversamente, può essere:
L'art. 980 c.c. consente all'usufruttuario di cedere il proprio diritto, salvo divieto del titolo costitutivo; i diritti di uso e abitazione, invece, sono strettamente personali e non cedibili. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 980))
27. I diritti reali di uso e di abitazione, disciplinati dagli articoli 1021-1026 del codice civile, si caratterizzano principalmente per essere:
Uso e abitazione sono diritti reali limitati al soddisfacimento dei bisogni del titolare e della sua famiglia, non cedibili né locabili, a differenza dell'usufrutto. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1021))
28. Tizio, titolare del diritto di usufrutto su un appartamento, lo concede in locazione a Caio per trarne un canone. Mevio, titolare invece del solo diritto di abitazione su un altro immobile, vorrebbe fare lo stesso. È corretto affermare che:
L'usufruttuario può dare in locazione il bene (artt. 981 e 999 c.c.), mentre il titolare del diritto di abitazione non può cedere né locare il proprio diritto, essendo destinato ai soli bisogni personali e familiari (art. 1022 c.c.). (Diritto civile — Diritti reali (c.c. artt. 980, 1022))
29. La servitù prediale, definita dall'articolo 1027 del codice civile, consiste in:
L'art. 1027 c.c. definisce la servitù prediale come peso imposto su un fondo (servente) per l'utilità di un altro fondo (dominante) appartenente a un diverso proprietario. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1027))
30. Le servitù prediali possono costituirsi, oltre che per contratto e per usucapione, anche per destinazione del padre di famiglia. Tale modalità, disciplinata dall'articolo 1062 del codice civile, presuppone che:
L'art. 1062 c.c. disciplina la destinazione del padre di famiglia: quando due fondi appartenenti allo stesso proprietario sono posti in una situazione di fatto tale da costituire una servitù, la loro separazione, senza diversa previsione, dà luogo a servitù. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1062))
31. Il fondo di Tizio è intercluso, cioè privo di accesso alla via pubblica. Quale strumento gli consente di ottenere, anche contro la volontà del vicino, il passaggio sul fondo confinante?
L'art. 1051 c.c. attribuisce al proprietario del fondo intercluso il diritto di ottenere, dietro indennità, la costituzione coattiva di una servitù di passaggio sul fondo vicino. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 1051))
32. L'articolo 922 del codice civile indica, tra i modi di acquisto della proprietà, oltre al contratto e alla successione a causa di morte, anche:
L'art. 922 c.c. elenca, tra i modi di acquisto della proprietà, occupazione, invenzione, accessione, specificazione, unione o commistione, usucapione, oltre a contratto e successione mortis causa. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 922))
33. Tizio, senza alcun titolo, costruisce un fabbricato su un suolo di proprietà di Caio, impiegando materiali propri. In applicazione del principio dell'accessione (art. 934 c.c.), a chi appartiene di regola la costruzione realizzata?
L'art. 934 c.c. stabilisce il principio per cui qualunque costruzione esistente sopra il suolo appartiene al proprietario del suolo stesso, salvo quanto disposto dagli articoli seguenti e salvo diverso titolo. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 934))
34. La trascrizione degli atti relativi a beni immobili, disciplinata dall'articolo 2643 del codice civile, svolge di regola una funzione di pubblicità:
La trascrizione ha, di regola, funzione di pubblicità dichiarativa: non è condizione di validità dell'atto ma serve a risolvere i conflitti tra più acquirenti dallo stesso dante causa. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 2643))
35. Tizio vende lo stesso immobile prima a Caio, poi a Mevio. Mevio trascrive il proprio atto d'acquisto per primo, pur avendo acquistato successivamente a Caio, che non ha ancora trascritto. Chi prevale, ai sensi dell'articolo 2644 del codice civile?
L'art. 2644 c.c. attribuisce prevalenza a chi trascrive per primo il proprio titolo, anche se il suo acquisto è cronologicamente successivo a quello non trascritto di un altro avente causa dallo stesso dante causa. (Diritto civile — Diritti reali (c.c. art. 2644))